Bobo Craxi dimesso dall’ospedale: “Col naso rotto, ma in piedi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2020 17:29 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2020 17:29
Bobo Craxi dimesso dall'ospedale: "Col naso rotto, ma in piedi"

Bobo Craxi dimesso dall’ospedale: “Col naso rotto, ma in piedi”

ROMA – Col naso rotto e dolorante, “ma in piedi”: è tornato a casa Bobo Craxi, investito martedì 16 giugno, in centro a Roma, da una poliziotta che guidava contromano. 

“Sto bene – spiega il politico appena uscito dal Santo Spirito – un po’ acciaccato diciamo, ma in piedi”.

“Sono cose che succedono, anche se sarebbe meglio che non accadessero – dice al Corriere della Sera –  Quello che proprio non capisco è come la poliziotta non mi abbia visto, inspiegabile”.

“Stavo praticamente fermo in sella al mio motorino – racconta – aspettando di immettermi nella mia corsia, quando ho visto arrivare la sua auto. Era contromano, tutta dalla mia parte, forse perché aveva fretta e voleva evitare i veicoli incolonnati al semaforo”.

“Mi sono detto: “Adesso si sposta”, ma non l’ha fatto, incredibile, e mi sono ritrovato per terra senza nemmeno sapere come”.

L’incidente è avvenuto in piazzale Flaminio. A investirlo un’auto-civetta della polizia con due agenti a bordo, di ritorno in Questura dopo aver effettuato un servizio alla cittadella giudiziaria di piazzale Clodio.

Bobo, secondogenito di Bettino Craxi, è rimasto ricoverato in osservazione per una notte al Santo Spirito.

“Dovrò comunque tornarci giovedì – precisa – bisogna decidere come affrontare questa frattura, subito dopo l’incidente non mi capacitavo, e nemmeno ora, di come non mi abbia visto”.

L’esponente socialista spiega di essersi fratturato il naso battendo “la faccia contro il parabrezza del motorino, ho perso sangue dal naso e dal labbro”. 

“Mi hanno soccorso all’inizio nel bar di fronte, anche l’agente – un’ispettrice di 42 anni della Squadra mobile – era sconvolta”.

“Dalla Questura mi hanno telefonato – aggiunge –  per sincerarsi delle mie condizioni, anche se come del resto mi hanno spiegato anche loro lo avrebbero fatto per qualsiasi cittadino”.

“Comunque è un incidente, non l’ha ovviamente fatto apposta – dice ancora –  Ho ricevuto la solidarietà di tanti amici”.

Tra i tanti che gli hanno scritto cita Walter Veltroni, Fiorello, Antonello Venditti e Francesco De Gregori.

Ma Craxi è felice anche del trattamento ricevuto al Santo Spirito.

“Un luogo impeccabile, dove nell’arco di una notte sono arrivati altri tre motociclisti feriti – racconta – con percorsi separati per l’emergenza Covid”.

“La verità è che questa epidemia ci ha aperto finalmente gli occhi sulla realtà degli operatori sanitari. Così come per quelli dell’istruzione, bisogna aumentare il valore del loro lavoro”.

“Non solo fanno turni massacranti, ma come ho visto di persona devono essere un po’ tutto, anche psicologi con chi arriva al pronto soccorso”, conclude. (Fonte: Corriere della Sera).