“Bocca omofobo e intollerante”: ritratto del giornalista secondo Libero

Pubblicato il 29 Settembre 2011 14:52 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2011 14:52

ROMA – Bocca è omofobo e intollerante. Questo è il ritratto del giornalista Giorgio Bocca che appare in un articolo di Francesco Borgonovo sul quotidiano Libero. Il giornalista ha 91 anni e viene paragonato per idee e figura ad un faraone, ribattezzato Boccankhamon. Ma sono le sue dichiarazioni contro il meridione marcio, Marco Travaglio pessimo, mentre mostra simpatia per le Brigate Rosse.

Nell’articolo di Libero si sottolinea l’omofobia di Bocca, che in un’intervista dichiara: “Pasolini è morto perché, la rigirino pure come vogliono, era di una violenza spaventosa nei confronti di questi suoi amici puttaneschi. – e aggiunge – Poi mi dava noia questo: ho un po’ di omofobia, che poi è una cosa militare, come i bei fioeu va a fer il solda’ e i macachi resta a ca’, i macachi restano a casa. Il mio concetto piemontese è che gli uomini veri vanno a fare il soldato. Quindi anche questa faccenda dei suoi rapporti con questi poveretti che manipolava…”.

I colleghi non vengono risparmiati, con Cesare Pavese definito “pessimo scrittore”, Gianni Brera è “un fetente, una vera carogna” ed Emilio Fede “un amico un po’ scemo”, presentato all’eterno nemico Silvio Berlusconi perché se prendesse “questo disoccupato”. Anche Marco Travaglio non gode de suo favore: “Ogni due mesi fa un libro. Ma come fa? Sono libri fatti coi ritagli della questura, dei tribunali, libri pessimi”.

Se con i colleghi Bocca non va leggero, con le colleghe è ancora peggio. Di Oriana fallaci, che chiama “Oliala Fallaci” dice: “era una tutta letteratura e niente cronaca. Tutta la cronaca era inventata”, che tra le altre cose si fece prestare 50 dollari mai restituiti. Di Camilla Cederna invece ha detto: “Era la correttezza in persona. Purtroppo, nella vita ognuno può attraversare un periodo in cui perde la testa, cioè per le donne specialmente. (…) Di politica non sapeva niente, ma quando l’ha assaggiata se n’è invaghita follemente e ha dato veramente i numeri”.

Non va meglio al Meridione e soprattutto ai meridionali: “C’era sempre il contrasto fra paesaggi meravigliosi e questa gente orrenda (…). Insomma, la gente del Sud è orrenda (…). C’era questo contrasto incredibile fra alcune cose meravigliose e un’umanità spesso repellente”. E ricordando il suo libro sul sud “Inferno” sottolinea che se “vai a Napoli ed è un cimiciaio, ancora adesso”. Certo è però che se si va al sud, si può stare sicuri di trarne un buon articolo e che le parole consolanti erano dovute a “necessaria ipocrisia”: “Sapevo sempre che dovevo tener buoni i miei lettori meridionali, quindi davo un contentino”.

Si stupisce poi Bocca del non amore di Silvio Berlusconi nei suoi confronti: “Mi stupisce che Berlusconi non mi ami. Io scrivo sui giornali che è un maiale e dentro di me penso che lui dica: beh, in fondo ha ragione”. Ma se c’è qualcuno che incontra il suo favore sono gli esponenti delle Brigate rosse: “Erano più simpatici di quelli del movimento. Andavi a parlare con quelli del movimento studentesco: dei professorini, dei saputelli…quelli delle Br invece li sentivo più vicini a me”.