Bologna/ Continua la protesta al carcere della Dozza. Le detenute protestano per il sovraffollamento

Pubblicato il 31 Luglio 2009 17:45 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2009 18:01

Quindici minuti di battitura alle sbarre delle celle tre volte al giorno, alle 9, alle 15.30 e alle 20.30: continua la protesta delle detenute del carcere bolognese della Dozza iniziata lo scorso 28 luglio: a darne notizia spiegandone le motivazioni, la Garante dei diritti delle persone private della libertà, l’avvocato Desi Bruno, che ha ricevuto una lettera di protesta firmata da tutte le detenute della sezione femminile.

Le detenute denunciano una situazione insostenibile a causa del sovraffollamento, soprattutto con riguardo alle sezioni maschili, che ha ripercussioni negative sulla qualità delle condizioni di detenzione all’interno della struttura producendo disservizi quali il ritardato cambio delle lenzuola e la carenza di attività. Fatto che costringe spesso la popolazione detenuta anche femminile, a rimanere chiusa in cella per 20 ore al giorno. Difficoltà amplificate dalla cronica carenza del personale addetto al trattamento e alla custodia, rendendo anche più difficoltosa la fruizione dei servizi sanitari.

La preoccupazione delle detenute riguarda anche i rapporti con la Magistratura di Sorveglianza rispetto alla quale denunciano la riduzione in atto della concessione delle misure alternative alla detenzione, anche con riferimento alle detenute madri con figli minori ed alle detenute affette dalla patologia dell’Aids.