Bologna, feto morto in un campo rom. Il padre lo ha abbandonato in terra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 gennaio 2014 16:19 | Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2014 16:19

ambulanzaBOLOGNA – Una donna che si sente male e partorisce all’improvviso un feto di sei mesi. Un uomo, il padre del bimbo, che taglia il cordone ombelicale, avvolge il feto in un asciugamano e poi lo abbandona in terra per un’ora e mezza, forse di più. E poi i soccorsi che arrivano, chiamati da altri, in tempo per portare in ospedale la donna ma non per cercare di salvare.

Succede tutto a Bologna in un campo rom. La madre, 22 anni è ricoverata in ospedale dalla sera del 2 gennaio: per lei una forte emorragia interna dovuta alla placenta che non è stata correttamente espulsa al momento del parto.

Ma ora al centro delle indagini c’è il comportamento del padre. Secondo i carabinieri di Borgo Panigale che sono intervenuti sul posto l’uomo, 23 anni, dopo aver tagliato il cordone ombelicale del feto, lo avrebbe avvolto in un asciugamano e lo avrebbe abbandonato in terra al freddo e sotto la pioggia per almeno un’ora e mezza, quindi si sarebbe allontanato.

Il ventiduenne romeno è ora indagato per omissione di soccorso e omicidio colposo. A chiamare il 118 dal campo nomadi di via Landi a Bologna è stata infatti un’altra donna e il marito ha poi raggiunto solo più tardi la moglie in ospedale, dove nel frattempo erano arrivati i carabinieri, che poi lo hanno sentito. La giovane è ricoverata nel reparto di Ginecologia del Maggiore e le sue condizioni non sono gravi. Si ritiene che la donna, al sesto mese, dopo aver accusato forti dolori potrebbe aver avuto un aborto spontaneo.