Bologna, focolaio esploso dopo festa erasmus: salgono a 60 i contagiati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Ottobre 2020 14:24 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2020 14:24
Speranza: "Tamponi rapidi in farmacia"

Speranza: “Tamponi rapidi in farmacia”(Foto d’archivio Ansa)

Sono saliti a 60 gli studenti contagiati dal coronavirus a Bologna dopo una festa avvenuta in piazza Scaravilli. Un focolaio che per ora avrebbe coinvolto studenti erasmus.

Sono una sessantina i contagi tra studenti nel focolaio Covid partito da una festa in zona universitaria a Bologna, a cui hanno partecipato stranieri del progetto Erasmus, il 21 settembre.

Alcuni di questi, poi, sono stati ad un’altra festa in un locale dei Giardini Margherita, un grande parco pubblico cittadino, il 26.

E’ per questo che ieri, 1 ottobre, Ausl e Comune hanno rilanciato un invito per far eseguire il test tampone rivolto a chi il 26 settembre era nel locale, lo ‘Chalet’.

Rettore Unibo: “Obbligo mascherina per aiutare tutti”

“Non appena siamo venuti a conoscenza dei casi di contagio, abbiamo preso contatto con tutti, abbiamo richiamato i nostri studenti, non solo quelli Erasmus, a seguire le misure di sicurezza che valgono nei nostri spazi, ma anche all’esterno, di portare la mascherina ed evitare assembramenti. Il Dipartimento di Sanità dell’Azienda Usl, con qualche fatica, sta circoscrivendo la situazione, stiamo promuovendo comportamenti responsabili affinché questa situazione non ricapiti in futuro”.

Così il rettore dell’Università di Bologna Francesco Ubertini, durante una conferenza stampa online, ha fatto il punto sul focolaio partito da una festa di studenti Erasmus che conta una sessantina d contagi.

“Gli studenti devono seguire le regole, non solo nei nostri spazi, ma anche fuori” ha proseguito Ubertini che ha dato anche i numeri delle presenze degli studenti Erasmus “che, in questo semestre, sono tra i 1.400 e i 1.500. Arriviamo a tremila all’anno, quindi sono in linea con quelli dello scorso ciclo accademico. In questo momento sono tra i 300 e i 350”. 

“In una dimensione di convivenza civile dobbiamo comportarci correttamente anche fuori. La misura del sindaco penso sia proprio mirata ad aiutare tutti a comportarsi nella maniera corretta”. 

“Negli spazi dell’Università – ha aggiunto Ubertini – tutti gli studenti indossano la mascherina, da quando sono riprese le lezioni non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione. Non ha senso mantenere le misure di sicurezza in una porzione della giornata e non avere comportamenti analoghi nell’altra parte della giornata”.

Il rischio “di comportamenti poco responsabili fuori dalle strutture universitarie – ha concluso il rettore – potrebbe vanificare tutti gli sforzi fatti fino a ora”. (fonte ANSA)