Bologna, gay in Consulta Famiglia. Il veto della Curia

Pubblicato il 5 Dicembre 2011 18:58 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2011 19:00

BOLOGNA – La Curia bolognese non è favorevole alla scelta del Comune di accogliere la richiesta delle due associazioni del mondo gay, Agedo (genitori con figli omosssuali) e Famiglie arcobaleno (genitori omosessuali), di entrare nella Consulta della Famiglia.

L’apertura agli omosessuali ha disturbato il mondo cattolico che si è espresso senza mezzi termini attraverso le parole di Francesco Murru, Presidente Provinciale delle Acli: “Noi avevamo già diffidato il Comune dal non aprire, così non è stato. Noi abbandoniamo il campo perchè qui non si parla più di famiglia. Ora i temi sono diventati altri. Si parla di conviventi, di persone che pretendono di procreare attraverso un utero in affitto. Una visione di famiglia che noi non possiamo accettare”. Una posizione dura già manifestata dalla diocesi cittadina sul supplemento domenicale di Avvenire, dove si legge che l’ok del Comune rappresenta “un’offesa ai cattolici ed è in contrasto con la Costituzione”.

Posizione “agghiacciante” secondo Franco Grillini, consigliere regionale Idv ed ex presidente Arcigay, che puntualizza: “In questo modo si mette in discussione la laicità delle istituzioni e si pretende che Comune, Provincia e Regione siano agli ordini di una confessione religiosa. E’ bene quindi dire no una volta per tutte”.

Anche la Rete laica non ci sta. “Democrazia è garanzia di rappresentatività e partecipazione – si legge in una nota – In una comunità democratica è fondamentale il rispetto per la dignità di tutti gli individui che la compongono e compito delle istituzioni garantirne la partecipazione, nella piena applicazione dell’ Art. 3 della Costituzione”.