Bologna, 53 giorni per ricostruire il viadotto. Genova, ancora stallo 49 giorni dopo il disastro

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 ottobre 2018 19:08 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2018 19:08
Bologna, 53 giorni per ricostruire il viadotto. Genova, ancora stallo 49 giorni dopo il disastro

Bologna, 53 giorni per ricostruire il viadotto. Genova, ancora stallo 49 giorni dopo il disastro

Bologna, 6 agosto 2018: l’esplosione di un’autocisterna carica di Gpl squarcia il viadotto che collega la A1 con l’A14. Genova, 14 agosto 2018: otto giorni dopo il disastro di Bologna, crolla il Ponte Morandi, meraviglia di ingegneria minimale sul quale transitavano 25 milioni di mezzi l’anno e il 100% dei camion da e verso il primo porto italiano.

Bologna, 1 ottobre 2018: il cavalcavia e la tangenziale Sud riaprono al traffico. Per la ricostruzione ci sono voluti appena 53 giorni, in straordinario anticipo rispetto ai 5 mesi, inizialmente stimati, poi ridotti a due grazie al reperimento immediato delle travi necessarie per l’opera. A Genova, 49 giorni dopo il crollo, il governo non ha ancora nominato un Commissario per la ricostruzione, nonostante i numerosi proclami sulla rapidità delle procedure a ridosso della tragedia.

Bologna e Genova: due città ferite a distanza di pochi giorni l’una dall’altra da calamità spaventose che sarebbe azzardato mettere a confronto, sia per entità dei disastri che per eventuali responsabilità. A Bologna sono morte due persone, l’autista dell’autocisterna esplosa e un 81enne morto a seguito delle lesioni riportate; 145 i feriti e ingenti danni a strutture private e commerciali. A Genova il crollo del Ponte è costato la vita a 43 persone e la casa a 600 sfollati. 

Ma un confronto è forse utile per capire come mai i genovesi sono ancora oggi ostaggio di evidenti disagi, mentre i bolognesi sono tornati alla normalità.

Bologna

A seguito di una rapida verifica della procura bolognese sulle cause dell’esplosione che ha generato l’incidente, non è stato disposto il sequestro dell’area: ciò ha permesso al personale di Autostrade per l’Italia e, in seguito, a un consorzio di 11 imprese capeggiate da Pavimental, di operare a partire dalla serata del 7 agosto per la nuova realizzazione del viadotto. Sin dalle prime ore dopo l’incidente, ASPI ha stabilito un piano operativo dettagliato che ha garantito l’approvvigionamento in tempi rapidi degli elementi necessari ai lavori.

Dopo soli 3 giorni, la società ha presentato alle istituzioni, insieme a Pavimental e le altre aziende del consorzio, il progetto esecutivo. Grazie a un lavoro sinergico tra il Comune, la Regione e ASPI, il tempo medio di ricostruzione – che in casi simili è pari a 5 mesi – è stato drasticamente ridotto di 90 giorni attraverso la realizzazione di un progetto che prevedeva travi prefabbricate e modalità innovative di collaudo delle strutture esistenti.

Il totale di ore lavorate è stato pari a circa 24.943 ore (462 ore/giorno), corrispondenti a una media di 58 maestranze impegnate ogni giorno sul cantiere. 

Fatti chiave:

– Lavori di ricostruzione (ASPI + un consorzio di 11 imprese) iniziati 36 ore dopo l’incidente;
– Lavoro sinergico tra Comune, Regione e ASPI;
– Progetto esecutivo presentato alle istituzioni 3 giorni dopo l’incidente;
– Tempo di ricostruzione ridotto di 3 mesi rispetto alla media, grazie a un progetto innovativo di ASPI;
– In 53 giorni, le ore lavorate sono state circa 25.000, con un utilizzo di una media di 58
maestranze al giorno.

Genova

Raffrontando la vicenda del Ponte Morandi con quella di Bologna, non si può non notare come in un caso la collaborazione istituzionale abbia portato a una soluzione rapida e nell’altro lo scontro politico abbia prodotto una situazione di stallo totale. Il c.d. Decreto Genova, che prevede una prima serie di misure del Governo per far fronte all’emergenza e fissare i paletti della ricostruzione, è stato pubblicato il 28 settembre scorso (45 giorni dal 14 agosto), dopo una lunghissima attesa che ha generato numerosi dubbi sulla sostenibilità delle scelte dell’esecutivo, in particolare quella di escludere ASPI dalle aziende coinvolte nel ripristino della struttura.

Nel frattempo, dopo 3 giorni il tragico evento, ASPI ha stanziato una cifra preliminare di 500 milioni di euro per far fronte all’emergenza. Dopo 20 giorni, presso la Regione Liguria, l’a.d. Castellucci ha presentato un progetto di ricostruzione esecutivo, che prevede lavori di demolizione e ripristino della struttura che impiegherebbero soli 8 mesi, grazie all’expertise degli ingegneri e delle maestranze che lavorano per le società che orbitano attorno il Gruppo Atlantia, tra cui Pavimental.

Il Governo, dal suo canto, ha immediatamente respinto l’eventualità che ASPI potesse partecipare alla procedura di ricostruzione, di fatto allungando significativamente i tempi di attesa per l’avvio dei lavori. 

Fatti chiave:

– A 49 giorni dal crollo del Ponte Morandi, non sono ancora partiti i lavori di demolizione del Ponte
Morandi. Il Governo non ha ancora nominato un Commissario;
– Il Decreto Genova è stato pubblicato solo pochi giorni fa in GU, a 45 giorni dal disastro;
– ASPI ha stanziato, 3 giorni dopo l’evento, una somma preliminare di 500 milioni di euro per
far fronte all’emergenza;
– A 23 giorni dal crollo del ponte, ASPI ha presentato un progetto di ripristino della struttura
che impiegherebbe soli 8 mesi di lavori. Il Governo ha rigettato con forza la possibilità di coinvolgere la società nel consorzio di ricostruzione.