Bologna, “ridateci mamma e papà”: la battaglia per i gay che non scalda il Pd

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2013 11:09 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013 11:10
Bologna, "ridateci mamma e papà": la battaglia per i gay che non scalda il Pd

Bologna, “ridateci mamma e papà”: la battaglia per i gay che non scalda il Pd

BOLOGNA – Ridateci mamma e papà. Ovvero l’eterna dicitura con cui si indicano i genitori dei bambini iscritti a scuola, i primi vocaboli per antonomasia con cui i lattanti hanno a che fare. E il grido, “ridateci mamma e papà“, viene da Bologna, ovvero la stessa città che aveva sollevato il problema: se nelle scuole vengono iscritti bambini figli di coppie gay, quindi con due mamme e due papà, come risolvere il problema sui moduli?

Tra le due mamme (o i due papà), come fare distinzione se l’appartenenza sessuale non è d’aiuto? Proposta dei consiglieri di sinistra (Sel ma appoggiata anche dal Pd in parte): nei moduli di iscrizione si opti per “genitore”. Da qui poi l’ulteriore distinzione: “genitore 1” e “genitore 2”. Ma peggio ancora: e chi si prende la responsabilità di bollare in ordine d’importanza numerica la madre e il padre? Così facendo si rischia di mettere i due genitori in uno scomodo ordine di importanza.

Insomma, un grattacapo. Ma pare che la cosa stia rientrando, non foss’altro che per un sussulto di buon senso: la “cura” alla presunta discriminazione omofobica dei moduli scolastici rischiava di gran lunga di peggiorare le cose. Immediata infatti la reazione del centrodestra in consiglio comunale e degli ambienti cattolici.

Il segretario del Pd bolognese, Raffaele Donini, è primo a sembrare annoiato dalla questione: “Solita bagarre alla bolognese”. I cattolici Pd non nascondo l’imbarazzo, il sindaco Virginio Merola evita le domande.

Il problema è nel modulo d’iscrizione alle scuole cittadine al punto 9 in cui il Comune chiede ai genitori dei dati personali per le graduatorie. E’ lì che compaiono le due colonne: “padre”, “madre”. Ma il problema, per i genitori gay, non si pone comunque. In Italia un genitore gay, che sia in coppia o meno, è comunque ritenuto single. Motivo per cui deve compilare da solo il modulo, l’altro genitore, semplicemente, non viene riconosciuto come tale.