Bologna, padre marocchino: “Tolgo mio figlio dalla scuola materna. I bimbi sono tutti stranieri”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Settembre 2019 12:01 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2019 12:01
Scuola materna

(Foto archivio Ansa)

BOLOGNA – “Tolgo mio figlio dall’asilo. Non voglio passare per razzista proprio io che sono marocchino, ma il Comune lo deve sapere che non si fa integrazione mettendo nelle classi più di venti bambini stranieri”. Lo sfogo arriva da un giovane padre di 34 anni, cittadinanza italiana e origini marocchine. 

Lui, in Italia da quando aveva quattro anni, e la moglie, marocchina di 32 anni nata da genitori arrivati a Bologna nel 1967, per il loro bimbo non vogliono una scuola materna in cui moltissimi bambini nemmeno parlano l’italiano. Lo dice chiaro al Corriere della Sera: “Nella scuola materna di mio figlio c’è un grave problema di integrazione, lo devo portare via”.

Il giovane papà, laureato e musulmano praticante, ha spiegato che quella scuola dell’infanzia del San Donato-San Vitale, fuori Massarenti, era la quarta scelta per il suo bimbo. Nelle altre tre non c’era posto. “Il giorno dell’open day avevo visto disegni con le bandiere di tutte le nazionalità nella scuola, ma avevo pensato si lavorasse molto sull’integrazione culturale, ma quando siamo arrivati a scuola il primo giorno ci siamo trovati in una classe con tutti i bambini stranieri. Le maestre facevano fatica addirittura a pronunciare i nomi dei bambini”, ha raccontato l’uomo. Che ha subito telefonato all’ufficio scuola del suo quartiere. 

“La prima risposta che mi hanno dato è che, se non mi andava bene, il posto l’avrei dovuto rifiutare mesi prima, ma io non me lo sarei nemmeno sognato. Mi hanno detto che nella classe ci sono otto bambini italiani, che non sono tutti stranieri. Ma sono italiani come il mio, cioè con cittadinanza italiana, figli di genitori immigrati, molti dei quali non parlano ancora l’italiano”.

Il problema è proprio questo: ormai ci sono distinzioni anche tra immigrati appena arrivati, immigrati di rima e immigrati di seconda generazione. E adesso l’uomo sta pensando di mettere il figlio in un asilo privato: “Stiamo cercando una privata, siamo disposti a pagare, ma il problema è che in Italia le private sono quasi tutte cattoliche e noi siamo musulmani”, spiega. Ma alla scuola a cui il bimbo è stato assegnato non ci può pensare: “Come è possibile in una classe con più di 10 nazionalità diverse? Non è possibile, tenere 19 bambini stranieri insieme non è fare integrazione, è ostacolarla”. (Fonte: Corriere della Sera)