Bologna, il palpeggiatore Cesarin Tivadar è tornato. E’ lui il molestatore della studentessa?

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 aprile 2018 11:42 | Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2018 13:55
Bologna, il palpeggiatore Cesarin Tivadar è tornato? E' lui il presunto molestatore della studentessa

Bologna, il palpeggiatore Cesarin Tivadar è tornato? E’ lui il presunto molestatore della studentessa

BOLOGNA – E’ tornato a colpire Cesarin Roberto Tivadar, noto come il “palpeggiatore di Bologna“, che a gennaio 2014 seminò la paura nella zona universitaria di Bologna. E’ lui l’uomo che la squadra mobile ha fermato in queste ore per l’aggressione ad una studentessa, avvenuta all’alba di domenica. Interrogato dagli investigatori, ha confessato.

Tivadar, 30 anni, di origine romena, è definito dalle forze dell’ordine un “maniaco seriale“. Nel 2014 avrebbe aggredito numerose donne. L’identikit con il suo volto dai capelli biondi fu affisso in tutta la città e fece il giro del web, prima della sua cattura in Danimarca. In tribunale si scusò e patteggiò due anni per due sole aggressioni, con pena sospesa. E’ rimasto quindi in libertà, fino a mercoledì sera.

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In quei giorni del 2014 Bologna visse un periodo di forte preoccupazione e allarme, con segnalazioni che si moltiplicavano e alcuni gruppi social che avevano preso a ironizzare sul biondino palpeggiatore che risultava inafferrabile. La vicenda processuale si chiuse in pochi mesi, a luglio, dopo l’interrogatorio davanti al procuratore aggiunto Valter Giovannini, in cui l’indagato aveva ammesso le proprie responsabilità per due episodi e chiesto scusa, alle vittime e alla città.

Mercoledì Cesarin Tivadar è stato nuovamente fermato dalla squadra mobile della Polizia di Bologna. Secondo l’accusa avrebbe seguito e aggredito una studentessa all’alba di domenica. La violenza si è consumata verso le 6 in vicolo Santa Lucia, pieno centro storico: la giovane è stata braccata dentro l’androne di casa. Per fortuna è riuscita a divincolarsi e a fuggire nel proprio appartamento.

L’indagine, condotta dalla sezione contrasto alla violenza di genere, in raccordo con la Procura, ha identificato l’uomo grazie ad acquisizione di immagini di telecamere e ad altri riscontri.

Interrogato, Tivadar ha confessato. “E’ un fatto molto grave”, ha detto il suo difensore, l’avvocato Ercole Cavarretta. E parlando del suo assistito ha affermato: “Fa male soprattutto alle vittime, ma anche a se stesso”.

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