Bologna, il ragazzino paralizzato da puntura di trigone “muove le braccia e una gamba”

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2019 11:15 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2019 11:15
Bologna, il ragazzino paralizzato da puntura di trigone "muove le braccia e una gamba"

Un trigone (Foto archivio Ansa)

BOLOGNA – Muove le braccia e una gamba il ragazzino genovese di 12 anni, rimasto paralizzato in Costa Rica a seguito della puntura di un trigone, un pesce simile alla razza. A comunicare la buona notizia è Federico De Iure, responsabile della Chirurgia vertebrale dell’Ospedale Maggiore di Bologna, dove il piccolo paziente è giunto domenica notte. “E’ un ragazzino con tanta voglia di lottare”, ha detto De Iure. 

Il 12enne e il fratello stavano giocando in mare quando il trigone lo ha colpito al collo con la coda. “Un aculeo che per forma assomiglia a un ferro da calza – ha spiegato ancora De Iure – ha colpito il paziente all’altezza della sesta vertebra cervicale e l’ha trapassata. Le sue condizioni al momento sono buone, non ha la febbre e da’ segni di un iniziale recupero motorio. Ora porta un collare e non sono previsti, al momento, un intervento chirurgico o una terapia farmacologica. Nei 12 mesi vedremo che tipo di recupero ha fatto. Ora è già iniziata la riabilitazione che proseguirà a Montecatone, un istituto specializzato ad Imola”.

“Non avevamo una conoscenza diretta con la famiglia – ha spiegato De Iure durante una conferenza stampa – ma il Maggiore è uno dei centri in Italia che tratta il maggior numero di lesioni spinali”. “Ogni anno – ha aggiunto Carlo Coniglio, dirigente di Rianimazione, reparto dove ora è ricoverato il 12enne – trattiamo 200-250 fratture vertebrali e assistiamo 30-35 pazienti con lesioni spinali. Il caso che riguarda questo ragazzo, la lesione provocata da un trigone è più unica che rara. Rimarrà nella storia delle lesioni e verrà anche studiata”.

A riportare il ragazzino in Italia è stato un volo umanitario organizzato con un Falcon900 dell’Aeronautica Militare, atterrato nel cuore della notte all’aeroporto Marconi, dopo una viaggio durato 15 ore. Con lui, oltre alla famiglia, c’era anche la dottoressa della Rianimazione del Maggiore Liliana Copertino. Tramite il portavoce Paolo Colombo, la famiglia del giovanissimo paziente ha ringraziato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la Farnesina per avere messo a disposizione il volo. “Dopo la convalescenza in ospedale in Costa Rica – ha concluso Copertino – il viaggio ha stancato moltissimo il ragazzo, lo abbiamo assistito in ogni momento. E’ un bimbo che è cresciuto in fretta e che sta affrontando una prova intensa con molta energia e coraggio”.

Fonte: Ansa