Bologna, sfrattato rifiuta la casa delle suore: “Siamo musulmani”

Pubblicato il 29 maggio 2010 15:30 | Ultimo aggiornamento: 29 maggio 2010 15:30

Aveva anche minacciato di impiccarsi se l’avessero sfrattato: rischiava di finire per strada con l’intera famiglia. Ma quando il Comune di Bologna gli ha offerto una sistemazione provvisoria in un istituto di suore, lui, Abdelrahim Gourich, un marocchino di 46 anni, l’ha rifiutato: siamo musulmani, lì non possiamo pregare.

Lunedì scorso la famiglia di Gourich aveva dato vita a un’animata protesta pur di non essere messa fuori casa. Il sub commissario al Welfare del Comune di Bologna, Raffaele Ricciardi, aveva trovato quindi una soluzione temporanea. Per qualche mese la moglie e la figlia di Gourich avrebbero trovato ospitalità nell’Istituto di suore Casa di Accoglienza delle missionarie di Carità.

Ma subito è arrivato il secco no della famiglia. La figlia ha detto che non vuole essere separata dal padre e poi ha spiegato che ci sono anche motivi religiosi: “Nell’Istituto non possiamo seguire i nostri precetti religiosi”, spiega la giovane. E poi c’è anche la dieta di mezzo: le regole musulmane vietano la carne suina, mentre nell’istituto rischiano di mangiarne.

Oggi, 29 maggio, la famiglia si è recata in Comune per chiedere una sistemazione che accolga tutti e 4, ma finora non è stata ricevuta dal sub commissario Ricciardi.