Bologna, sindaco Merola: “Crocifisso? Roba da Medioevo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Novembre 2015 15:14 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2015 15:14
Bologna, sindaco Merola: "Crocifisso? Roba da Medioevo"

Bologna, sindaco Merola: “Crocifisso? Roba da Medioevo”

BOLOGNA – “Il crocifisso è roba da Medioevo“. A dirlo è Virginio Merola, sindaco di Bologna, commentando la richiesta della presidente del centro destra Ilaria Giorgetti di esporre il crocifisso a scuola dopo gli attentati a Parigi del 13 novembre.

Una replica, quella del sindaco, che non sarebbe piaciuta ai commentatori di Facebook, nonostante le parole di Merola fossero chiare: “Non è il momento di contrapporre un simbolo religioso all’altro, ma di prendere e ricordare il meglio della nostra istituzione comunale e della rivoluzione francese”.

Il Messaggero scrive che tutto inizia su Facebook, dove la Giorgetti lancia la proposta del crocifisso dalla sua pagina personale:

“La Croce è un patrimonio civile di tutti gli italiani che rappresenta le radici storiche e culturali del nostro Paese, una identità, che non è fatta solo di libertà di pensiero o di parola, ma che si riconduce alla nostra identità cristiana al di là del rapporto di ciascuno con la fede. Non a caso il filosofo laico Benedetto Croce intitolò un saggio ‘Perché non possiamo non dirci cristiani”.

Insomma per Giorgetti esporre il crocifisso va fatto “come forte espressione della nostra tradizione cristiana e del nostro sistema di valori”. Una opinione ben differente da quella del sindaco Merola, che ha dichiarato:

“Non è il momento di contrapporre un simbolo religioso all’altro, ma di prendere e ricordare il meglio della nostra istituzione comunale e della rivoluzione francese. Identificare un popolo con una religione è una cosa che appartiene al Medioevo ed è purtroppo ancora molto forte in tutta l’area mediorientale. La nostra civiltà ha fatto un grande passo avanti grazie alla rivoluzione francese che, appunto, ha instaurato lo Stato laico, la libertà d’opinione, la convivenza tra diverse religioni senza identificare lo Stato con una di queste. Quindi capisco tutto, ma inviterei tutti a riflettere prima di prendere iniziative controproducenti”.

La replica del sindaco ha scatenato la bufera, tra chi invoca “siamo in Italia, lo rispettiamo” e chi invece plaude alle sue parole:

“«Egregio primo cittadino di Bologna ..Se non ti va di vederlo…ti giri dall’altra parte !! Qui siamo in Italia nazione che ha sempre esposto e rispettato ovunque il crocefisso ». Tra i “like” incassati dal sindaco c’è quello della comunità islamica di Bologna che attraverso il suo presidente Yassine Lafram denuncia un clima pesante: «Tira una brutta aria islamofobica, abbiamo ricevuto in questi giorni le segnalazioni di ragazze velate che sono state bersaglio di insulti e frasi come ‘tornate a casa vostra’ o ‘criminali, assassini’ e di sputi, sugli autobus o al mercato, gli sguardi biechi ormai sono all’ordine del giorno»”.