Bologna. Ticket altalena 1 €, scivolo 2: parco pubblico costa, diventerà privato

Pubblicato il 14 Gennaio 2013 9:09 | Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2013 9:10
Bologna. Ticket altalena 1 €, scivolo 2: parco pubblico costa, diventerà privato

Bologna. Ticket altalena 1 €, scivolo 2: parco pubblico costa, diventerà privato

BOLOGNA – “Vuoi portare tuo figlio sull’altalena del parco pubblico? Costa 1 euro. Lo scivolo? Sono 2 euro”. I genitori che portano i propri figli in uno dei 128 parchi pubblici di Bologna potrebbero pagare caro il conto. Tra atti di vandalismo e manutenzione i giardinetti con giostre comunali costano 800mila euro l’anno, spiega l’assessore all’urbanistica Patrizia Gabellini. E per ridurre la spesa, che costituisce un decimo del budget annuo del Comune, Bologna pensa di privatizzare anche i parchi pubblici.

Le famiglie non hanno certo preso bene la notizia, soprattutto in una Bologna che è di rossa tradizione, e le proteste di quanti si vedranno costretti a pagare per qualcosa di pubblico non si fanno attendere, spiega il Corriere della Sera. Il sindaco Virginio Merola, Pd, visti i problemi di budget ha deciso di affidare alla Gabellini il compito di garantire l’uso dei parchi e ridurre la spesa.

Un compito certo non facile, ma che secondo i cittadini non può essere risolto con la privatizzazione, anche se due aziende si sono già offerte di prendere in gestione i 1300 giochi dei 128 parchi bolognesi. Una possibile soluzione per evitare l’odioso ticket sarebbe quello di lasciare ad associazioni di genitori la gestione dei giochi o ancora puntare su sponsor che donino e gestiscano i giochi in cambio di pubblicità, come già accade per le rotonde.

Il piano al vaglio della Gabellini viene spiegato dal Corriere della Sera:

“Il piano che l’assessore sta mettendo in piede assieme ai quartieri prevede tre passaggi. E un unico obiettivo: «Risparmiare soldi senza intaccare la dotazione e la sicurezza dei giochi».

Il primo passo è una mappa di tutte le aree verdi per individuare le più frequentate, quelle che servono un maggior bacino di utenza e quelle più facilmente accessibili: «Così da poter utilizzare le risorse al meglio, in certi casi potenziando la dotazione di giochi, in altri riducendola».

Ma il problema resta la gestione e conseguenti costi. L’idea della privatizzazione è concreta («Si sono già fatte avanti due aziende»), ma non è l’unica. Le altre non prevedono ticket. C’è la strada della sussidiarietà: «Si è pensato — spiega l’assessore — di affidare a gruppi di genitori la gestione dei giochi: niente spese per noi e la garanzia per i cittadini di strutture efficienti. O di puntare sugli sponsor: le aziende donano i giochi, li gestiscono e in cambio vengono pubblicizzate, come avviene per le rotonde».

Si vedrà. Il tema è delicato. In famiglia e sul web se ne parla. C’è chi propone ingressi ai parchi con tessera nominativa per scoraggiare i vandali. Chi invita ruvidamente il Comune a risparmiare in altri settori. L’idea di pagare per due spinte all’altalena scatena più di un’orticaria: «Allora tanto vale andare al luna park…»”.