Bologna: voleva allattare, allontanata dalla mostra. “Mi hanno detto di non portare cibi…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 dicembre 2016 15:11 | Ultimo aggiornamento: 21 dicembre 2016 15:12
Bologna: voleva allattare, allontanata dalla mostra. "Mi hanno detto di non portare cibi..."

Bologna: voleva allattare, allontanata dalla mostra. “Mi hanno detto di non portare cibi…”

BOLOGNA – Una madre allontanata dalla mostra perchè aveva chiesto di poter allattare al seno il figlio. E’ la storia raccontata da Chiara Cretella, assegnista di ricerca presso l’Università di Bologna, che dice: “Mi hanno detto che non si potevano introdurre cibi e bevande, ma volevo solo attaccare al seno mio figlio di 5 mesi”. Chiara lo scorso 14 dicembre si trovava a Palazzo d’Accursio per un convegno contro la violenza di genere. “La Cappella Farnese dove si teneva l’incontro era gelida, io ero lì con il mio bimbo di cinque mesi – spiega la quarantenne, impegnata sul fronte dei diritti delle donne – così mi sono spostata nella sala attigua. Era l’unica riscaldata e ho provato a sedermi per allattare, ma il  custode mi ha detto che non potevo perché non si possono introdurre cibi e bevande nei locali della mostra”.

La sala in questione è quella dove è allestita la mostra di Wolfango, in Comune, e la neomamma era lì perché c’era il riscaldamento e in un angolo aveva visto una scrivania con tanto di sedia. “Io dovevo prendere la parola per parlare di discriminazioni di genere, ironia della sorte, ma mio figlio aveva bisogno di mangiare altrimenti sarebbe stato impossibile per me portare a termine l’intervento – spiega Chiara -. Non mi è stato possibile perché il custode che sorvegliava le opere d’arte lì esposte mi ha fatto presente il divieto di introdurre cibi e bevande. A quel punto il papà del bambino, che era con me, si è alterato, ha cominciato a discutere, alla fine ho lasciato perdere. Gli ho solo risposto che era evidente che lui non avesse figli, se non capiva la mia esigenza”.

Come scrive Eleonora Capelli per Repubblica:

Chiara a quel punto ha fatto il giro del Palazzo e ha trovato “asilo” nelle sale dei piani superiori, con le collezioni comunali d’arte in esposizione permanente. “Lì ci sono diversi quadri con Madonne che allattano e così ho pensato che non potessero impedirmelo – spiega l’assegnista di ricerca – infatti una pensionata volontaria dell’Auser mi è venuta incontro e me lo ha permesso”. Sul luogo è intervenuta anche una consigliera comunale del Pd, Raffaella Santi Casali, che si trovava in Consiglio Comunale.