Bolzano, lo stemma della Repubblica Italiana deve tornare sui diplomi. Sentenza della Corte Costituzionale

Pubblicato il 17 Novembre 2010 17:28 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2010 17:41

Sui diplomi scolastici di scuole medie e superiori in lingua tedesca, italiana e ladina della Provincia autonoma di Bolzano dovrà tornare l’emblema della Repubblica italiana. Lo ha deciso la Corte Costituzionale che ha così bocciato la deliberazione della Giunta provinciale dell’aprile 2009 in base alla quale sui nuovi modelli di attestati delle scuole secondarie di primo e di secondo grado doveva figurare solo lo stemma della Provincia.

La Corte ha infatti ritenuto che in questo modo sia stato violato ”il principio di unità ed indivisibilità della Repubblica”, sancito dall’articolo 5 della Costituzione. Sulla questione i giudici della Consulta si sarebbero però divisi. A scrivere le motivazioni della sentenza è stato infatti il vicepresidente Ugo De Siervo e non il relatore della causa, Giuseppe Frigo, dando così voce all’unica forma di “dissenting opinion” consentita.

Per i giudici della Consulta, il principio costituzionale violato dalla deliberazione della Giunta provinciale ”trova riscontro” anche nello stesso statuto regionale,”nel punto in cui si riferisce all’unità politica della Repubblica italiana, una ed indivisibile”. Nella sentenza si spiega, infatti, che rientra nei poteri del ministero della Pubblica Istruzione ”stabilire con suo decreto i modelli delle pagelle e di diplomi”.

Dell’esercizio di questo potere ministeriale (”consistente nell’adozione di appositi modelli, che di norma recano, tra l’altro, anche la denominazione e l’emblema della Repubblica italiana, scelta ovviamente insindacabile ed anzi, del tutto opportuna in certificazioni del genere, che hanno finalità di attestazione a livello nazionale ed internazionale”), occorre – secondo la Consulta – ”necessariamente farsi carico anche nell’ambito di quelle articolazioni istituzionali, come nel caso della Provincia autonoma di Bolzano, in cui sia prevista una gestione largamente autonoma del settore scolastico”.

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