Bonus 600 euro, la finta mail Inps per rubare i vostri dati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Agosto 2020 12:29 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2020 12:29
Bonus 600 euro, la finta mail Inps per rubare i vostri dati

Bonus 600 euro, la finta mail Inps per rubare i vostri dati

Altro tentativo di truffa tramite mail. questa volta una finta mail dell’Inps che invita a cliccare su un link per avere informazioni sul bonus da 600 euro.

Una finta mail per rubare i vostri dati sensibili. Una finta comunicazione dell’Inps in merito ad alcune fantomatiche divergenze sui pagamenti dei contributi previdenziali e sul bonus da 600 euro.

L’allarme sulla finta mail del bonus da 600 euro viene dato direttamente dalla Polizia postale che spiega: “E’ in corso un tentativo di truffa tramite email di phishing finalizzata a sottrarre fraudolentemente dati sensibili, con la falsa motivazione che sono state trovate divergenze sui pagamenti dei contributi previdenziali”.

“Si invitano tutti gli utenti a ignorare email che propongono di cliccare su un link per ottenere il pagamento del Bonus 600 euro o qualsiasi forma di rimborso da parte dell’Inps”.

“Si ricorda che le informazioni sulle prestazioni Inps sono consultabili esclusivamente accedendo direttamente dal portale www.inps.it. e che l’INPS, per motivi di sicurezza, non invia in nessun caso mail contenenti link cliccabili”.

Questo tipo di truffa si chiama phishing.

Il phishing è un tipo di truffa effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali. Dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale.

Il termine phishing è una variante di fishing (letteralmente “pescare” in lingua inglese). Allude all’uso di tecniche sempre più sofisticate per “pescare” dati finanziari e password di un utente. 

Si tratta di un’attività illegale che sfrutta una tecnica di ingegneria sociale. Il malintenzionato effettua un invio massivo di messaggi che imitano, nell’aspetto e nel contenuto, messaggi legittimi di fornitori di servizi. Tali messaggi fraudolenti richiedono di fornire informazioni riservate come, ad esempio, il numero della carta di credito. Ma anche la password per accedere ad un determinato servizio.

Per la maggior parte è una truffa perpetrata usando messaggi di posta elettronica, ma non mancano casi simili che sfruttano altri mezzi, quali i messaggi SMS. (Fonte Polizia Postale).