Borgaro. Giunta di sinistra sdoppia bus 69: uno per i rom, l’altro per i “normali”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Ottobre 2014 11:28 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2014 13:50
Borgaro. Giunta di sinistra, doppio bus 69: uno per i rom, l'altro per i "normali"

Borgaro. Giunta di sinistra, doppio bus 69: uno per i rom, l’altro per i “normali”

TORINO – Borgaro. Giunta di sinistra sdoppia bus 69: uno per i rom, l’altro per i “normali”. Hinterland torinese, strada che corre verso l’aeroporto: la linea bus 69, da Piazza Stampalia esce dalla città e fa capolinea a Borgaro Torinese, non prima di fermarsi di fronte a un campo rom. Secondo gli abitanti su quel bus ne succedono di tutti i colori quando salgono gli zingari. Molestie, aggressioni e tentativi di furto, si parla di capelli tagliati a una ragazzina, qualcun altro dice che hanno provato ad appicarle il fuoco in testa. Proteste, petizioni, la popolazione esasperata chiede provvedimenti dalle autorità.

Tutto inutile, fino a quando Claudio Gambino, il sindaco del Comune che guida un’amministrazione di sinistra, non decide di intervenire: ha chiesto alla società di trasporti di sdoppiare la linea, due 69, uno per gli zingari che ferma solo davanti al campo rom, l’altra per i residenti, i “normali”. Bus separati, cose da segregazione razziale, viene in mente. Non al sindaco Pd e nemmeno all’assessore ai trasporti, Luigi Spinelli, di Sinistra e Libertà. Non si tratta di razzismo, sostengono, ma solo di una risposta pragmatica ad un problema reale che andava risolto.

Tutto a posto allora? Qualche perplessità, con molte cautele, la esprime Massimo Gramellini su La Stampa, il giornale della città.

Molti lettori condivideranno la loro scelta. E anch’io mi guardo bene dal demonizzarne le motivazioni. Le leggi valgono per tutti ed è inaccettabile che la comunità rom si arroghi il diritto di violarle con sistematicità, adducendo il rispetto di tradizioni che giustificano il furto e l’accattonaggio infantile. Eppure la soluzione adottata sembra l’ennesima pezza appoggiata sopra la ferita: più per non vederla che per guarirla davvero. Un sindaco non può fare altro che separare gli autobus, probabilmente. Ma uno Stato dovrebbe provare a riunire le persone: in nome della legge. Smettendo di ignorare chi non la rispetta. (Massimo Gramellini, La Stampa)