Borgo Mezzanone, incendio nella baraccopoli di migranti: un morto. Salvini: “Colpa della sinistra”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 26 Aprile 2019 8:37 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2019 10:27
Borgo Mezzanone, incendio nella baraccopoli di migranti: un morto

Borgo Mezzanone, incendio nella baraccopoli di migranti: un morto

FOGGIA – Incendio nella notte a Borgo Mezzanone, il ghetto di migranti sorto alle porte di Foggia. Il rogo è divampato in una delle baracche dell’agglomerato abusivo: un cittadino straniero è morto carbonizzato. Per Matteo Salvini è “colpa della sinistra”. “La tragedia  – ha detto – conferma che i grandi insediamenti di stranieri, legali e abusivi, che abbiamo ereditato dalla sinistra erano e sono un problema”.

Il corpo completamente carbonizzato della vittima è stato scoperto solo al termine delle operazioni di spegnimento. È un giovane gambiano di 26 anni. La baracca si trova nella zona interessata dagli abbattimenti delle scorse settimane. Ancora da accertare le cause dell’incendio.

Intanto il ministro dell’Interno si affretta a farne una bandiera della sua politica “ruspante”. “Abbiamo il dovere – ha detto  – di riportare sicurezza, ordine e legalità continuando con i controlli, gli sgomberi e i progressivi svuotamenti”. “L’abbiamo fatto a San Ferdinando (dove la baraccopoli abusiva era arrivata a contenere fino a 3mila persone) e stiamo intervenendo a Borgo Mezzanone (ora nel Cara ci sono meno di 150 ospiti, nel 2017 erano circa 1.600 e recentemente abbiamo cominciato ad abbattere l’insediamento abusivo nato nei dintorni dove sono gravitate fino a 4mila persone)”.

“Non solo – aggiunge – Abbiamo chiuso i grandi centri di accoglienza veneti a Cona e Bagnoli e stiamo azzerando le presenze a Mineo. Andiamo avanti, passando dalle parole ai fatti”.

Il 26enne del Gambia morto nell’incendio era fino a poco tempo fa ospite del Cara – Centro Richiedenti Asilo che si trova esattamente accanto alla baraccopoli abusiva. Il giovane era da qualche mese irregolare in quanto non era stata accolta la sua richiesta di asilo. Ora gli inquirenti dovranno accertare se il giovane sia morto nel sonno per i fumi sprigionati nell’incendio o per altre cause.

Il gambiano è stato ritrovato steso a terra quasi completamente carbonizzato. La baracca era costituita prevalentemente da lamiere e legno. E’ probabile che nei prossimi giorni venga disposta un’autopsia per accertare le cause del decesso. (Fonte: Ansa)