Borgo Val di Taro, misteriosa puzza rende aria irrespirabile: “Non possiamo aprire le finestre”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 maggio 2018 15:19 | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2018 15:19
Borgo Val di Taro, misteriosa puzza rende aria irrespirabile: "Non possiamo aprire le finestre"

Borgo Val di Taro, misteriosa puzza rende aria irrespirabile: “Non possiamo aprire le finestre”

PARMA – Non si respira più a Borgo Val di Taro, piccolo comune in provincia di Parma, al confine tra Emilia Romagna e Liguria. Qui, da svariati mesi, aleggia una misteriosa puzza e gli abitanti sono costretti a vivere serrati in casa, con le finestre sbarrate.

Lo scorso 21 aprile un gruppo di 700 persone è scesa in piazza per protestare, ma ad oggi non si sa ancora nulla su quell’odore insopportabile. Una puzza in grado di “far stramazzare un cavallo”, racconta una residente.

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Stando a quanto riferiscono gli abitanti gli strani odori potrebbero essere dovuti al nuovo stabilimento per lastre ceramiche inaugurato a fine 2016 dalla Laminan, azienda di Fiorano Modenese che ha rilevato lo stabilimento della concorrente turca Kale, salvando centinaia di posti di lavoro.

“Non siamo gli unici attivi nel territorio da quel momento”, si è difeso il direttore Gilberto Rabitti, che precisa: “Se c’è un problema va cercato là dove è, ma non nei nostri camini”. “I dati oggi ci dicono che l’aria di Borgotaro non ha particolari problemi – certifica il sindaco Diego Rossi – ma i controlli comunque continuano e continueranno”.

Resta però la misteriosa puzza che tra l’altro non è solo un fastidio per il naso. Gli strani odori nell’aria sono molto spesso accompagnati anche da mal di gola, nausea e irritazioni alla pelle.

La Regione, insieme a comitati locali, azienda, Ausl e Arpae, ha intanto istituito un tavolo di garanzia per proseguire con gli accertamenti coinvolgendo anche i residenti del borgo. La preoccupazione è grande anche e soprattuto per i bambini: lo stabilimento si trova a poco meno di 800 metri da una scuola.

Nel 2017 ci sono state in tutto 504 segnalazioni fra medici di base, pediatri di libera scelta e pronto soccorso, mentre nel periodo estivo di chiusura delle fabbriche le segnalazioni sono state soltanto tre.

Nell’aria di Borgotaro c’è quindi un problema ma nessuno sa dire a quale insediamento produttivo sia attribuibile.

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