Borgotrebbia (Piacenza), don Pietro Cesena contro i rapper: “Se li vedo li picchio”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Luglio 2019 21:40 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2019 21:40
Borgotrebbia (Piacenza), don Pietro Cesena contro i rapper: "Se li vedo li picchio"

Borgotrebbia (Piacenza), don Pietro Cesena contro i rapper: “Se li vedo li picchio” (Foto Ansa)

BORGOTREBBIA (PIACENZA)  –  Il parroco dichiara guerra ai rapper. Per due volte don Pietro Cesena, 60 anni, ha ripetuto la parola “stro**i”, dal pulpito, durante l’omelia della messa della domenica mattina nella chiesa parrocchiale dei Santi Angeli Custodi, a Borgotrebbia, popolosa frazione della periferia cittadina di Piacenza, definita nel dopoguerra la ‘Stalingrado rossa’.

Cesena, ordinato sacerdote nel 1991 e dal 2002 parroco, si è lasciato andare a un durissimo sfogo contro gli ‘pseudo-rapper’. “Non potevo più stare in silenzio, era ora di fare qualcosa”, ha poi commentato, il giorno dopo. “I vostri figli ascoltano la musica di questi stronzi, presunti rapper, che a ragazzini di 12 anni, che si affacciano alla vita con tutti gli ormoni in circolo gli dicono che tanto la vita finisce in niente”, ha detto il sacerdote durante il sermone, una sorta di ‘crociata’ anti-rapper, ma senza fare alcun nome in particolare.

Poi ha proseguito il discorso con un attacco accorato e non molto ortodosso: “Io giuro che se ne incontro uno lo picchio, poi mi picchia lui, ma io mi ci butto dentro perché non è possibile che i nostri ragazzi ascoltino da questi stronzi che ciò che vale è solo la carriera, i soldi, il sesso, la droga”.

Il lunedì, don Cesena, interpellato per ritornare sulle parole del giorno prima, spiega che il suo è stato “un grido di dispiacere nel vedere quello che accade e per difendere i nostri ragazzi, che attraverso questi messaggi subiscono un vero e proprio corto circuito emotivo. Non ce l’ho con tutti i rapper, ne conosco anche di piacentini che raccontano ad esempio il disagio delle nostre periferie, ma solo con questi che mandano ai ragazzi messaggi terribili e devianti, che creano prodotti fatti apposta per vendere con i peggio messaggi”.

Qualche giorno fa il sacerdote ha portato un gruppo di ragazzi della parrocchia dai 12 ai 14 anni su una ferrata dell’Appennino, al Monte Penna. Una proposta alternativa, un modo per mostrare ai giovani qualcosa di diverso: “Alla fine anche se con fatica ce l’hanno fatta tutti – racconta – e quando siamo stati in vetta hanno ballato ed io ho chiesto loro di gridare, di far sentire assieme tutta la loro rabbia, beh, ne è seguito un urlo collettivo talmente forte che temevo venisse giù la montagna”.

La messa domenicale di don Pietro è particolarmente affollata anche da persone che non abitano nella frazione e dal 2017 il parroco pubblica online i file audio delle sue omelie domenicali nella chiesa parrocchiale dei Santi Angeli Custodi, sermoni non di rado conditi con parole forti. Qualche anno fa per la sua opera di fondatore di Le Querce di Mamre (struttura per ragazze madri in difficoltà in località Camposanto Vecchio, poco distante da Borgotrebbia) ha ricevuto il Premio Solidarietà per la vita Santa Maria del Monte. Già in passato, intervistato dai media locali, aveva invitato i genitori a “mettersi in discussione” parlando della “totale assenza delle famiglie al fianco dei loro figli”. (Fonte: Ansa)