Borsellino, Gigi D’Alessio ricorda il giudice e condanna “Realiti” che ospitò il neomelodico Zappalà

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Luglio 2019 14:33 | Ultimo aggiornamento: 19 Luglio 2019 14:33
Gigi D'Alessio in ricordo di Brsellino e contro il neomelodico che lo insultò

Borsellino, Gigi D’Alessio ricorda il giudice e condanna “Realiti” che ospitò il neomelodico Zappalà

ROMA – “Condanno gli autori di quel programma, in tv per fare share fanno andare di tutto”. Così il cantante Gigi D’Alessio parlando al dibattito in corso nella questura di Palermo per l’anniversario della strage di via D’Amelio, del caso del neomelodico Leonardo Zappalà che nella trasmissione “Realiti” su Raidue considerò fisiologica la morte di Falcone e Borsellino sollevando polemiche e l’apertura di una inchiesta.

E rivolgendosi ai giovani, D’Alessio ha aggiunto: “Se questi uomini hanno perso la vita non è per un interesse personale ma perché difendevano la nostra vita. Dovete avere grande rispetto per poliziotti, carabinieri e finanzieri che rischiano la propria vita per 1.300 euro al mese”.

D’Alessio si riferisce alle frase pronunciata dal Zappalà, in arte Scarface, in tv “Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amaro”, disse non misurando parole e demistificando la realtà.

Zappalà era al centro di un video trasmesso dal programma, che raccontava il fenomeno degli interpreti neomelodici siciliani che cantano in napoletano. Nel video si raccontava anche la storia di Niko Pandetta, detto ‘Tritolo’, con anni di carcere alle spalle e nipote del boss Turi Cappello. Nella clip Pandetta, non presente in studio, raccontava, tra l’altro, di aver finanziato il suo primo cd con una rapina. Nelle sue canzoni inneggia anche allo zio Turi, come punto di riferimento della sua vita. (fonte Ansa)