Bossetti, l’avvocato dopo la rivolta in carcere. “La sentenza dice: Tu condannato devi scontare la tua pena a prescindere”

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 ottobre 2018 10:54 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2018 10:54
Bossetti, l'avvocato dopo la rivolta in carcere. "La sentenza dice: Tu condannato devi scontare la tua pena a prescindere"

Bossetti, l’avvocato dopo la rivolta in carcere. “La sentenza dice: Tu condannato devi scontare la tua pena a prescindere”

ROMA – “La sentenza dice: Tu condannato devi scontare la tua pena a prescindere”. Così Claudio Salvagni, l’avvocato di Massimo Bossetti, commenta la rivolta scoppiata nel carcere di Bergamo dopo la conferma in Cassazione della condanna all’ergastolo per il muratore di Mapello. Le telecamere di Quarto Grado hanno immortalato i momenti di tensione nello stesso istituto in cui è detenuto Bossetti, accusato di aver ucciso Yara Gambirasio.

Ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti, su Radio Cusano Campus, l’avvocato Salvagni, spiega: “Credo che questa sentenza sia di una violenza inaudita, perché dice: “Tu condannato devi scontare la tua pena a prescindere” e la popolazione carceraria ha capito perfettamente questo. In carcere non ci crede nessuno che Massimo sia colpevole. Questa è una sentenza scritta ancora prima di arrivare al processo. E’ stato a tutti gli effetti una sorta di braccio di ferro col sistema, se avesse vinto Bossetti avrebbe messo in discussione l’intero sistema. Anche il fatto che nella requisitoria si sia spostata l’attenzione sulla bravura di una parte del sistema ci ha fatto capire che contro il sistema non si può fare nulla. Se Bossetti fosse stato riconosciuto innocente, si sarebbero trovati di fronte al clamoroso errore dei primi della classe, e inoltre, una volta fuori Bosetti, avrebbero avuto il problema di trovare un altro responsabile”.

Sulla sentenza della Cassazione, Salvagni aggiunge. “La mia reazione è stata di assoluto sconcerto, seguito poi da avvilimento e disperazione –ha dichiarato Salvagni-. Da uomo mi domando se è possibile comminare la pena massima senza concedere mai una chance all’imputato di difendersi. Se l’imputato chiede insistentemente di rifare la perizia sul dna, o l’imputato è un pazzo scriteriato o forse qualche ragione ce l’ha. Una chance si concede a tutti, anche a un animale. Da avvocato sono sconvolto perché questa cosa non sta in piedi. Bisognerebbe ricordarsi che ciò che dice l’accusa non è vangelo. C’è stata un’esaltazione dei Ris che dicono che i pm dell’accusa sono i primi della classe, non possono sbagliare. La contraddizione sulla perizia del dna non può esistere, deve essere risolta. E le sentenze hanno fatto finta di non vedere il problema”.

In ogni caso il legale di Bossetti afferma che “non può finire qui“. “Valuteremo se fare ricorsi alle Corti sovranazionali e continueremo a cercare elementi che scagionino Bossetti”. A suo avviso è stato un processo mediatico. “La procura e i Ris hanno diffuso dei video per creare il mostro. Su questo ci hanno sguazzato tutti. L’informazione è stata molto indirizzata nel racconto di questo processo, in pochi hanno raccontato il processo per come si è svolto. Se in udienza ci fossero state le telecamere, allora sì che le persone avrebbero visto cosa succedeva in dibattimento. Le parole di Alfano dopo l’arresto di Bossetti? Furono incommentabili, se abbiano avuto un peso non lo so, sicuramente hanno indirizzato i media”.