Bossi condannato per vilipendio. Procura firma arresto, poi sospende la pena

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2018 12:17 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2018 12:17
Bossi condannato per vilipendio. Procura firma arresto, poi sospende la pena

Bossi condannato per vilipendio. Procura firma arresto, poi sospende la pena

MILANO – Diede del terrone a Giorgio Napolitano: per questo Umberto Bossi è stato condannato in via definitiva per vilipendio all’ex Capo dello Stato. A una settimana dalla sentenza della Cassazione, la Procura di Brescia ha firmato l’ordine di carcerazione, poi subito sospeso dal sostituto procuratore Gian Paolo Volpe. Bossi, 77 anni, avrà ora un mese di tempo per decidere come scontare la pena a un anno e 15 giorni. Verosimilmente il senatur sceglierà un periodo di servizi sociali.

“Non abbiamo ancora ricevuto la notifica ma ci aspettavamo questo provvedimento”, ha detto all’Ansa l’avvocato Domenico Mariani, legale di Bossi che poi annuncia: “Chiederemo sicuramente una misura alternativa al carcere vista l’età del senatore Bossi e i noti problemi di salute. Avanzeremo proposta di scontare la pena ai servizi sociali”.

La condanna per Bossi, definitiva dal 12 settembre scorso, è arrivata per i fatti del 29 dicembre 2011 quando durante un comizio ad Albino, in provincia di Bergamo, attaccò l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal palco della festa del Carroccio: “Mandiamo un saluto al presidente della Repubblica. Napolitano, Napolitano, nomen omen, non sapevo fosse un terun“, disse Bossi facendo anche il gesto delle corna.

In primo grado Bossi venne condannato a 18 mesi dal Tribunale di Bergamo, pena poi confermata dalla Corte d’Appello di Brescia e quindi dalla Cassazione che ha condannato il fondatore della Lega anche al pagamento di duemila euro alla Cassa delle ammende.