Bpm, perquisizioni negli uffici Sisal e Capgemini: indagati i due amministratori

Pubblicato il 5 Luglio 2012 16:46 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2012 18:53

MILANO – Perquisizioni della Finanza in Sisal e Capgemini. Indagati gli amministratori delegati. E’ il risultato dell’inchiesta della Procura di Milano su Bpm. L’operazione dei finanzieri riguarda anche le abitazioni degli amministratori delegati delle due società, Emilio Petrone e Maurizio Mondani, in seguito indagati per corruzione privata per aver promesso o versato a vario titolo 1,3 milioni di euro all’ex presidente di Bpm Massimo Ponzellini, ora agli arresti domiciliari, quando era alla guida dell’istituto di credito.

Delle presunte mazzette si parlava già nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del banchiere. Secondo le indagini gli amministratori delegati di Sisal e Capgemini avrebbero corrisposto o promesso circa 1,3 milioni di euro per favorire le società di cui sono alla guida nei procedimenti di concessione e di mantenimento di crediti da parte di Banca Popolare di Milano e nell’affidamento di incarichi di consulenza. La Guardia di Finanza su delega dei pm milanesi Roberto Pellicano e Mauro Clerici sta inoltre effettuando altre perquisizioni nei confronti di una persona sospettata di avere avuto un ruolo di intermediazione illecita tra l’istituto di credito e ”soggetti economici” interessati ad ottenere crediti dalla banca, nonché nella sede di un consorzio che avrebbe ricevuto un finanziamento anomalo per la costruzione, alla periferia di Roma, di un complesso edilizio residenziale del valore di circa 170 milioni di euro. L’operazione di oggi è un ulteriore sviluppo dell’inchiesta che lo scorso 29 maggio ha portato agli arresti domiciliari, tra gli altri, Massimo Ponzellini, l’ex presidente di Bpm accusato di associazione per delinquere e corruzione per una serie di finanziamenti sospetti e un giro di presunte tangenti versate o promesse da 5,7 milioni di euro. Ai domiciliari c’è anche Antonio Cannalire, l’ex braccio destro del banchiere che qualche settimana fa si e’ anche dimesso dalla presidenza di Impregilo.

Spunta un altro finanziamento sospetto da oltre 60 milioni di euro nell’inchiesta sugli ex vertici della Bpm che oggi ha portato ad una serie di perquisizioni. Da quanto si è saputo, infatti, la banca nel 2010, quando era guidata da Massimo Ponzellini, avrebbe concesso un affidamento per 60 milioni al consorzio ‘Parco dell’Aniene’ per un progetto edilizio nella periferia romana. Ponzellini, secondo le indagini, oltre ad essere presidente della banca che concesse il credito, avrebbe avuto quote nel consorzio e a lui sarebbe stata anche riconducibile la società che ha venduto il terreno per il progetto.