Brescia, sfigura fidanzato con l’acido per vendetta. Confessa: “Mi maltrattava”

Pubblicato il 24 settembre 2012 9:53 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2012 9:53

Una scena del film “Se mi lasci ti cancello”

BRESCIA – “Mi maltrattava, dovevo lasciargli un segno”, per questo Elena, studentessa bresciana di economia, rimasta incinta di William, 26 anni, barista della vicina Azzano Mella che da luglio voleva troncare la relazione, lo ha sfigurato con l’acido. E per farlo ha chiesto aiuto a Dario, culturista di 44 anni, che da tempo aveva un debole per lei. Un aiutante tutt’altro che raccomandabile, già noto alle forze dell’ordine come ultrà del Brescia colpito da Daspo, il divieto di entrare allo stadio, per aver fatto a botte con 4 tifosi del Pescara.

“Un bestione”, come lo descrive il comandante dei carabinieri che lo ha interrogato e arrestato. Testa rasata, muscoloso, segni particolari: un tatuaggio della X Mas sul collo.

Antefatto. Lo scorso mercoledì i due, appostati sotto casa del barista, lo aggrediscono poco dopo mezzanotte. Quando William rientra a casa da lavoro, Dario il culturista lo colpisce da dietro colpendolo alla nuca e insieme lo cospargono di acido. La vendetta si compie.

“L’acido l’ho comprato io – ha confessato lei davanti agli inquirenti – qualche giorno prima al supermercato… per dargli una lezione che lasciasse il segno… William diceva di non essere il padre del bimbo e di non volerlo riconoscere”.

William è finito in rianimazione all’ospedale di Brescia: ha perso un occhio, l’altro è a rischio e il 30 percento del suo coorpo è cosparso di ustioni. Anche Elena è finita in ospedale perché anche lei si è ustionata nella foga dell’agguato: l’acido è schizzato sul suo avambraccio.

“Ho voluto aiutarla perché non sopporto queste cose”, ha detto Dario il culturista. Ad incastrarli, oltre alla confessione, alcuni sms scambiati nei giorni precedenti. Lui: “Mi sento dalla parte della ragione, lo devo a tuo figlio… nessuna guerra, solo giustizia”.

Lei, previdente: “Ovviamente specifica che stai parlando della festa che devi fare al bambino quando nasce… sembra che parli di chissà cosa”. Ma l’amico Daniele rivela che Elena gli aveva confessato di voler punire William.Per il gip di Brescia i due “Hanno dimostrato una straordinaria e protratta determinazione criminale, clamorosa pericolosità e disposizione violenta”.

Morale della favola: Dario è in carcere, lei in ospedale al nono mese di gravidanza, poi dai nonni. Il suo avvocato assicura che è distrutta e pentita “Ha parlato di maltrattamenti e violenza psicologica ma non voleva arrivare a tanto”.

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