Brescia, focolaio nella comunità di recupero, 12 positivi. In Veneto contagiata bimba di un anno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2020 12:14 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2020 12:15
Brescia, focolaio nella comunità di recupero

Brescia. 12 positivi nella comunità di recupero di Palazzolo sull’Oglio (Ansa)

Vicino Brescia, a Palazzolo, individuato un focolaio di coronavirus all’interno di una comunità di recupero, 12 i positivi, tutti asintomatici.

In Veneto sono invece 7 i casi di positività accertata, tra cui una bambina di un anno. Intanto la Cgil fa sapere che solo a Bergamo sono 30 le vittime sul lavoro causa pandemia.

Vicino Brescia focolaio nella comunità di recupero

Un focolaio è stato scoperto tra alcuni giovani asintomatici nella comunità di recupero Shalom di Palazzolo sull’Oglio (Brescia).

Sono dodici i positivi scoperti dopo i tamponi effettuati dall’Ats nella struttura per il recupero dei tossicodipendenti dell’Ovest bresciano.

Suora Rosalina Ravasio, che gestisce la struttura, ha spiegato che l’Ats ha effettuato sul posto 130 tamponi, a tutti gli ospiti della Comunità, rilevandone positivi una dozzina.

Tutti gli ospiti sono ora monitorati.

7 nuovi casi in Veneto, anche bimba di un anno

C’è anche una bimba di un anno, figlia di un uomo di origini camerunesi, già positivo, tra i sette nuovi casi di Coronavirus registrati in Veneto nelle ultime 24 ore, segnalati dal bollettino regionale.

Il totale dei contagi dall’inizio della pandemia sale a 19.348.

Tra gli altri nuovi positivi, tre sono italiani, due sono anziani di origine kosovara (di 67 e 75 anni), una donna di 36 anni nata in Brasile.

Gli attuali positivi sono 386, i soggetti in isolamento sono 992. I decessi salgono a 2.034, +9 rispetto a ieri, 1.432 negli ospedali.

Scende la pressione sui reparti ordinari, che ospitano 160 pazienti (-8), ed è stabile la situazione nelle terapie intensive, con 10 ricoverati, 3 positivi.

A Bergamo 30 morti sul lavoro causa pandemia

Sono 30 le vittime della pandemia da coronavirus morti sul lavoro nella Bergamasca. Lo rende noto la Cgil, che oggi ha diffuso i dati Inail aggiornati al 15 giugno.

Per Bergamo è un ennesimo triste primato nazionale.

“L’aggiornamento Inail sulle denunce di infortunio per Covid-19 – spiega il sindacato – conferma il primato della provincia di Bergamo nella classifica delle morti bianche.

Sono infatti 30 le vittime orobiche che hanno contratto la malattia sul posto di lavoro (erano 25 al 31 maggio), il 12,7% del totale nazionale (236 morti).

Cinque delle persone decedute erano residenti nel capoluogo. Seguono Milano, con 22 vittime, e Brescia e Cremona con 14. La Lombardia da sola arriva al 36% del dato nazionale, seguita da Piemonte (15,2%) ed Emilia Romagna (10,2%)”. (fonti Agi e Ansa)