Brescia, neonato morto per batterio: tutto il reparto sotto inchiesta, 16 indagati

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 agosto 2018 16:29 | Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2018 16:29
Brescia, neonato morto per batterio: tutto il reparto sotto inchiesta, 16 indagati

Brescia, neonato morto per batterio: tutto il reparto sotto inchiesta, 16 indagati

BRESCIA – Tutta l’équipe medica del reparto di terapia intensiva neonatale degli Spedali Civili di Brescia è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo per la morte del neonato deceduto a causa del batterio serratia marcescens contratto in ospedale. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] In tutto si tratta di sedici persone tra medici e personale del reparto.

Quello della Procura di Brescia è stato definito “un atto dovuto” per permettere ai medici indagati di poter nominare un proprio consulente durante l’autopsia sul corpo del bimbo morto, che era nato prematuro a fine giugno.

Lui e il fratellino avevano solo sei mesi quando sono venuti alla luce e il quadro clinico era stato definito critico fin dall’inizio. La situazione è poi peggiorata il 20 luglio quando il piccolo Paolo ha contratto il batterio killer con altri due neonati. Sono sei quelli ancora ricoverati a causa dell’infezione.

“Sembrava in condizioni stabili, poi all’improvviso è peggiorato. Abbiamo intrapreso la terapia ma non ce l’ha fatta”, ha spiegato il professor Gaetano Chirico, primario del reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale bresciano che ora è stato chiuso all’accesso di nuovi pazienti “così da poter progressivamente liberare gli ambienti di degenza e procedere ad una loro ulteriore radicale bonifica” fa sapere la direzione degli Spedali civili di Brescia.

“Siamo alla ricerca del focolaio originario dell’infezione, ma non siamo certi di trovarlo” ha spiegato il primario del reparto di terapia intensiva degli Spedali civili Gaetano Chirico. “Si tratta – ha aggiunto – di un batterio molto diffuso”.