Brescia: eletto in consiglio di quartiere pakistano col kalashnikov

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 dicembre 2018 11:02 | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2018 11:02
Brescia: eletto in consiglio di quartiere pakistano col kalashnikov

Brescia: eletto in consiglio di quartiere pakistano col kalashnikov

ROMA – Aveva sollevato polemiche una sua foto su Facebook in cui imbracciava un kalashnikov e ora, dopo essere stato eletto con 68 voti, Talat Chaudhry Doga, 43enne pakistano, siederà nel consiglio di quartiere di Porta Cremona a Brescia. Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono aveva chiesto un passo indietro al pakistano che però aveva deciso di mantenere la candidatura.

“E’ una foto vecchia, fatta in Pakistan al matrimonio di mio fratello” spiegò l’uomo, sposato con una donna italiana e a Brescia da vent’anni. “Ha avuto il suo ‘quarto d’ora di celebrità’ grazie alle foto in cui appariva sorridente imbracciando un kalashnikov, ma resto convinta che se questo signore avesse almeno un po’ di dignità dovrebbe dimettersi ancora prima di insediarsi”, dichiara ora Viviana Beccalossi, consigliere regionale (Gruppo Misto).

Spiega il Giornale di Brescia che, “nonostante la sua «popolarità» e una campagna elettorale promossa a suon di cene, però, a superarlo (e non di poco) è stato il connazionale Munaf Choudhry Abdul, operaio, classe 1968, che ha incassato ben 170 consensi”.

“I Consigli di Quartiere – leggiamo sul sito del Comune di Brescia –  sono consulte territoriali, ossia organismi cui saranno affidate funzioni consultive, propositive e di promozione di cittadinanza attiva per favorire la partecipazione civica e il coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine nelle scelte dell’Amministrazione Comunale”. Consigli cui possono candidarsi tutti i residenti nel quartiere nel quale propongono la propria candidatura, stranieri compresi purché in possesso di tutti i requisiti.

“A Brescia – insiste invece Viviana Beccalossi- siamo messi proprio bene. Con buona pace di chi ha scritto un regolamento comunale a dir poco discutibile. Se questo è il modello di integrazione e di società multirazziale della sinistra, voglio scendere subito da questo treno”.