Brigate Rosse: caccia a Lorenzo Carpi, sicario di Guido Rossa. Procuratore e latitante compagni di scuola

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 aprile 2019 13:49 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2019 13:49
Brigate Rosse: caccia a Lorenzo Carpi, sicario di Guido Rossa. Procuratore e latitante compagni di scuola

Brigate Rosse: caccia a Lorenzo Carpi, sicario di Guido Rossa. Procuratore e latitante compagni di scuola

ROMA – La procura di Genova ha aperto un nuova inchiesta per dare la caccia a Lorenzo Carpi, l’unico brigatista riuscito a fuggire tra quelli che facevano parte del comando che 40 anni fa uccise l’operaio Italsider Guido Rossa. Lo scrivono il Secolo XIX e la Stampa segnalando che nelle scorse settimane dall’Italia sono partite due rogatorie verso Spagna e Portogallo.

La presenza d’un familiare di Carpi proprio tra i due paesi e una serie di accertamenti preliminari condotti dai carabinieri, intercettazioni comprese, hanno spinto i pm a compiere un salto di qualità nella ricerca del latitante, nella convinzione che ci siano spiragli per chiudere il cerchio.

Prima della nuova inchiesta era la Procura generale, inserita nella Corte d’appello, a doversi muovere, viene ricordato. Ma i mezzi, con la procedura standard finalizzata all’estradizione, sono piuttosto limitati. Inoltre l’ordinamento portoghese non contempla la possibilità d’intercettazioni per la cattura d’un latitante.

I riscontri dell’Arma rilanciano l’ipotesi che Carpi sia nella penisola iberica, già affiorata e accantonata nel 2016 dopo un non meglio precisato riconoscimento facciale, e ci si concentra su un’individuazione recente della sorella in quell’area.

Così il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, che di Carpi fu compagno di scuola, di concerto con i sostituti Marco Zocco e Federico Manotti, ha aperto formalmente la nuova indagine per “associazione con finalità di terrorismo”, nell’ipotesi che una rete copra l’ex terrorista. 

Il 24 gennaio 1979, ricorda Il Secolo XIX, Guido Rossa fu ucciso come “ritorsione perché aveva denunciato il “postino” brigatista Francesco Berardi e quell’episodio segnò uno dei punti di non ritorno degli anni di piombo, poiché mai fino a quel momento i terroristi avevano osato colpire una tuta blu, comunista”. (fonte Ansa)