Brindisi: ventenne del Gambia ridotto in schiavitù, 1,50 euro all’ora come pastore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Settembre 2019 11:26 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2019 11:26
Brindisi: ventenne del Gambia pastore

Giaciglio sul quale dormiva il pastore 20enne (Ansa)

BRINDISI – Facevano lavorare 14 ore al giorno come pastore, con una paga di circa 1,5 euro all’ora, un 20enne originario del Gambia senza riposo settimanale e senza giorni di ferie. Il giovane, che lavorava dalle 5 del mattino, viveva in una masseria all’interno della quale dormiva su un giaciglio.

Per questo gli uomini della task force anti caporalato dei carabinieri hanno arrestato a Tuturano, frazione di Brindisi, un 51enne e la sua convivente 37enne, quest’ultima titolare della masseria, per i reati in concorso di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Gli investigatori definiscono “disumane” le condizioni di vita del giovane pastore che ritengono fosse “ridotto in schiavitù”, senza “alcun diritto”.

Il giovane africano faceva pascolare circa 400 animali, la mattina e il pomeriggio, e si occupava della loro mungitura e della pulizia delle stalle. Al 20enne era stato rilasciato un permesso di soggiorno per motivi umanitari che era scaduto a maggio del 2019, mentre aveva iniziato a lavorare nella masseria a maggio del 2018. Secondo le indagini, approfittando della scarsa conoscenza della lingua italiana del gambiano, e facendo leva sul suo bisogno di avere un lavoro per poter restare in Italia, l’uomo lo aveva impiegato nell’azienda che aveva fatto credere al 20enne, il quale si fidava di entrambi, di essere stato regolarmente assunto da un’altra azienda agricola della zona. (Fonte Ansa).