Bronco 3D riassorbibile stampato e impiantato al Bambin Gesù: bimbo di 5 anni torna a respirare

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2019 11:15 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2019 11:15
Bronco 3D riassorbibile stampato e impiantato al Bambin Gesù: bimbo di 5 anni torna a respirare

Il bronco in 3D impiantato al Bambin Gesù di Roma (Foto Ansa)

ROMA – Un bronco riassorbibile stampato in 3D per ridare il respiro a un bambino di 5 anni. È stato impiantato all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su un piccolo paziente affetto da broncomalacia, un cedimento della parete bronchiale che impediva il normale flusso di aria nel polmone sinistro.

L’intervento sperimentale è il primo di questo genere in Europa. Il dispositivo, realizzato grazie a un lavoro d’équipe durato oltre 6 mesi, ha consentito al bambino di tornare a respirare autonomamente. Il bronco 3D è stato interamente progettato al Bambino Gesù con sofisticate tecniche di imaging e bioingegneria. È stato stampato con materiale bio-riassorbibile che verrà progressivamente eliminato dall’organismo dopo aver accompagnato la crescita dell’apparato respiratorio del bambino e restituito al bronco la sua funzionalità. A poco meno di un mese dall’intervento, il bimbo è potuto tornare a casa. 

Il bronco 3D nasce da un progetto del Bambino Gesù basato su uno studio dell’Università del Michigan, negli Stati Uniti, dove sono stati eseguiti i primi 15 impianti del genere. Il dispositivo personalizzato è stato disegnato sull’anatomia del piccolo paziente partendo dalle immagini bidimensionali (Tac) realizzate nel Dipartimento di Diagnostica per Immagini dal Dott. Aurelio Secinaro e poi rielaborate con sofisticate tecniche di bioingegneria dal Dott. Luca Borro dell’Unità di Innovazione e Percorsi Clinici dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Con l’autorizzazione all’uso compassionevole del dispositivo sperimentale concessa dal Ministero della Salute, il team di chirurghi ha potuto procedere con l’operazione.

L’intero procedimento, dalla progettazione all’intervento, ha richiesto oltre 6 mesi di intenso lavoro di squadra. Il delicato intervento sul paziente di 5 anni, durato 8 ore, è stato eseguito il 14 ottobre scorso dal Dott. Adriano Carotti, responsabile dell’Unità di Funzione di Cardiochirurgia Complessa con Tecniche Innovative, in collaborazione con i chirurghi delle vie aeree del Laryngo-Tracheal Team, diretto dal Dott. Sergio Bottero.

Il bronco del bambino era schiacciato tra l’arteria polmonare sinistra e l’aorta toracica discendente. Questa compressione, di lunga data, aveva generato il restringimento del condotto respiratorio e il cedimento degli anelli di cartilagine che sostengono la parete del bronco. A causa delle difficoltà respiratorie, nelle ore notturne il piccolo aveva bisogno del supporto dei macchinari per la ventilazione non invasiva.

Nel corso dell’intervento, eseguito in circolazione extracorporea, i cardiochirurghi hanno spostato le arterie polmonari che causavano lo schiacciamento bronchiale, quindi hanno eseguito l’impianto. Il dispositivo è stato posizionato all’esterno del bronco malato ancorando il tessuto indebolito alla gabbietta 3D con delle suture. I chirurghi delle vie aeree hanno effettuato il monitoraggio pre, intra e post operatorio. A poco meno di un mese di distanza dall’operazione il bambino è tornato a casa con la sua famiglia. Ora è in grado di respirare normalmente.

Fonte: Agi