Bruna Bovino uccisa, ex compagno Antonio Colamonico assolto: era in carcere dal 2014

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 novembre 2018 15:58 | Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2018 16:48
Antonio Colamonico assolto in Appello per omicidio Bruna Bovino

Bruna Bovino uccisa, ex compagno Antonio Colamonico assolto: era in carcere dal 2014 (Foto archivio Ansa)

BARI – Antonio Colamonico è stato assolto dalla Corte d’appello di Bari per l’accusa di omicidio dell’ex compagna ed estetista Bruna Bovino. La sentenza dei giudici ribalta quella di primo grado, in cui Colamonico era stato condannato a 25 anni di carcere per la morte della 29enne. L’uomo era in carcere dall’aprile 2014 e ora potrà tornare in libertà.

La Bovino gestiva un centro estetico a Mola di Bari e proprio in quel luogo fu uccisa il 12 dicembre 2013. I sospetti si concentrarono sul compagno, che è stato condannato in primo grado per omicidio volontario e incendio doloso. Secondo l’accusa infatti per coprire il delitto, l’assassino di Bruna dopo averle inferto 20 colpi di forbici e averla strangolata diede fuoco al centro estetico. Il corpo della vittima fu trovato semicarbonizzato sul pavimento, tra brandelli di indumenti e tracce di sangue. 

Alla lettura della sentenza hanno assistito i familiari della vittima, che hanno subito lasciato l’aula in silenzio, e i parenti di Colamonico, moglie, genitori, fratelli e amici, che hanno urlato e applaudito dopo aver appreso dell’assoluzione. “Adesso è stata fatta davvero giustizia”, hanno detto abbracciandosi uscendo dal Tribunale.

“Lo sapevamo dall’inizio che era innocente, – ha detto il padre Matteo – sono cinque anni che lottiamo e la prima cosa che farò quando andrò a prenderlo dal carcere, sarà portarlo da suo figlio, che oggi ha 7 anni”. In lacrime la moglie, Rossella, e il gemello Giovanni, che ha detto di volerlo “portare in Chiesa, nel luogo dove in questi anni ho tanto pregato”.

Gli avvocati dell’imputato, Nicola Quaranta e Massimo Roberto Chiusolo, hanno spiegato di aver “trovato, grazie ad indagini difensive e un lungo lavoro con consulenti di parte, la prova dell’innocenza di Colamonico. Secondo la Procura – hanno spiegato – la ragazza era stata uccisa intorno alle 17, ma abbiamo trovato testimoni che l’hanno vista e salutata alle 18.20, quando Colamonico era in un altro luogo, come dimostrano le celle telefoniche”.