Bruno Barbieri, condannata la nigeriana che gli ha svuotato il conto

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 dicembre 2017 15:22 | Ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2017 15:22
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Bruno Barbieri, condannata la nigeriana che gli ha svuotato il conto

TORINO – Dovrà scontare un anno e 10 mesi di carcere, Valentina Iziengbe Omoregbe, la nigeriana di 33 anni, residente a Torino, accusata di aver truffato il celebre chef Bruno Barbieri. La donna, che ha accettato il patteggiamento per ottenere una pena più lieve, dovrà pagare anche una multa di 2mila euro.

Tutto ha avuto inizio lo scorso 13 febbraio quando degli sconosciuti inviarono una email alla direttrice di uno sportello bancario di Medicina (Bologna), dove Barbieri ha un conto corrente, con le credenziali del cuoco, di cui erano riusciti a violare l’account, e ordinarono un bonifico di 30 mila euro. La nigeriana, a Torino, prelevò il denaro.

L’indagine, svolta dalla squadra di polizia giudiziaria della procura e dalla polizia postale di Reggio Emilia, è stata coordinata dal pm Andrea Padalino. I pirati informatici, dopo avere violato la casella e-mail dello chef, avevano evidentemente scoperto che lo chef era solito gestire le sue finanze via mail direttamente con la direttrice della filiale.

Il 13 febbraio, imitandone lo stile, le inviarono un messaggio (che esordiva con “carissima”) in cui le venne fatto credere che lo chef era “fuori città per una emergenza familiare” e che aveva assoluto bisogno che nel corso della giornata venisse accreditato un bonifico su un conto corrente intestato ad altri personaggi.

Alle 8:30 l’operazione andò a buon fine. Nel giro di poche ore gli sconosciuti chiesero il trasferimento di altri 40 mila euro, ma la funzionaria, che nel frattempo aveva contattato Barbieri, diede l’allarme.

A Torino, attraverso una serie di prelievi successivi negli sportelli di Banco Posta, la nigeriana aveva già raccolto il denaro con l’aiuto di un complice. Nelle settimane successive è stata rintracciata dagli investigatori subalpini a Londra e arrestata. Ancora ignota l’identità del complice.