Brusciano (Napoli), picchiarono 19enne con caschi e cinture: incastrati da chat WhatsApp

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Ottobre 2019 11:00 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2019 11:00
Carabinieri, Ansa

Una volante dei carabinieri (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Sette minorenni e due maggiorenni, tutti residenti nel rione “ex lege 219” di Brusciano, Napoli, sono stati colpiti da misure cautelari con l’accusa di aver picchiato un 19enne lo scorso luglio.

I nove ragazzi, secondo la ricostruzione, accerchiarono e colpirono la vittima con caschi e cinture provocandogli gravi lesioni. Ad alcuni dei minorenni è contestato anche il coinvolgimento in una rissa scoppiata nell’agosto scorso durante la festa dei Gigli di Brusciano.

Ad incastrare la banda di ragazzi anche una chat di whastapp dove i nove si vantavano e commentavano le loro azioni criminali. L’attività coordinata dalla Procura per i minorenni di Napoli e dalla Procura presso il tribunale di Nola, delegata ai carabinieri di Brusciano, ha consentito di ricostruire la dinamica della violenta aggressione messa in atto lo scorso mese di luglio dal gruppo di giovanissimi – tutti residenti nel rione di edilizia popolare “ex lege 219” di Brusciano – e di individuare sia i partecipi sia i loro ruoli nell’ambito del ferimento particolarmente violento.

La vittima riuscì a scappare solo grazie all’intervento di una persona estranea che, avendo notato quello che stava accadendo, decise di intervenire. Gli indagati – i due maggiorenni ai domiciliari e i minorenni in comunità – sono accusati di concorso in lesioni gravi, minaccia grave e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più persone e con l’uso di caschi e cinture per colpire la vittima.

Fonte: Ansa.