Bruxelles “dimentica” il Ponte sullo Stretto?

Pubblicato il 16 ottobre 2011 16:54 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2011 20:04

BRUXELLES, 16 OTT – Il collegamento Napoli-Palermo resta tra le opere prioritarie che potra’ usufruire dei fondi Ue: il progetto, secondo quanto l’Ansa e’ in grado di anticipare, e’ nella lista che la Commissione europea rendera’ nota mercoledi’ prossimo. Nel documento figurano i potenziamenti dei collegamenti ferroviari Napoli-Reggio Calabria e Messina-Palermo, mentre non vi si trova alcun riferimento al ponte sullo Stretto. Nella lista dei progetti prioritari compare anche la tratta ferroviaria Napoli-Bari.

L’Ue conferma il suo sostegno al potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Napoli e la Sicilia, aggiunge alle priorita’ la linea Napoli-Bari, ma non inserisce nella sua lista, almeno per ora, il ponte sullo Stretto. Queste le principali indicazioni riguardanti l’Italia contenute nelle linee guida e nel progetto di regolamento per le realizzazione delle grandi reti infrastrutturali europee nel campo dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni che la Commissione europea varera’ mercoledi’ prossimo.

Un pacchetto assai corposo che, nel complesso, prevede la mobilitazione di finanziamenti Ue per un totale di 50 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020 al fine di tappare i buchi ed eliminare i colli di bottiglia delle grandi reti. A questi fondi Bruxelles intende affiancare strumenti finanziari innovativi, come i project bond, per stimolare la realizzazione dei necessari investimenti. Solo per il completamento delle grandi infrastrutture transeuropee la Commissione ha infatti stimato che saranno necessari investimenti per oltre 1.000 miliardi di euro nei prossimi 10-15 anni. Dei 50 miliardi Ue, la maggior parte (31,7 miliardi) e’ destinata a finanziarie i progetti prioritari individuati nel campo dei trasporti.

Alle tlc, e soprattutto allo sviluppo della banda larga, andranno 9,2 miliardi, mentre la realizzazione delle interconnessioni delle grandi reti di trasporto dell’ energia elettrica e del gas potranno contare su 9,1 miliardi di euro. La crisi, si legge nel documento predisposto dalla Commissione, ha dimostrato ancora una volta che le infrastrutture sono di ”cruciale importanza per il futuro dell’economia Europa” e rappresentano una ”parte importante” dei piani di stimolo della ripresa. L’elenco delle opere italiane inserite nella lista delle priorita’ Ue si apre con quelle facenti parte del corridoio Baltico-Adriatico.

Udine, Trieste, Venezia e Ravenna potranno beneficiare degli aiuti europei per finanziare parte dei lavori necessari per la loro interconnesione e lo sviluppo di scali merci multimodali. Tra le priorita’ del cosiddetto corridoio Mediterraneo figurano invece la Torino-Lione e il potenziamento dei collegamenti ferroviari Milano-Brescia, Brescia-Venezia- Trieste e Trieste-Divaca. Il sistema dei trasporti italiani e’ poi particolarmente interessato e coinvolto nella realizzazione dell’ex corridoio uno Berlino-Palermo, ora ribattezzato Helsinki-Valletta. In questo contesto l’Ue, per valicare le Alpi, e’ pronta a contribuire alla realizzazione del nuovo tunnel di base del Brennero e agli studi e ai lavori per potenziare la linea ferroviaria Fortezza-Verona.

Il sostegno europeo andra’ anche allo sviluppo dei collegamenti su rotaia tra Napoli e Bari e tra Napoli e Reggio Calabria. In Sicilia sara’ finanziata la linea Messina-Palermo. Confermata poi nei piani di Bruxelles la priorita’ assegnata al corridoio Genova-Rotterdam. In questo contesto l’Ue e’ disponibile a contribuire agli studi relativi alla linea ferroviaria tra il capoluogo ligure, Milano/Novara e il confine con la Svizzera.

Il regolamento che la Commissione si appresta a varare, e che dovra’ passare comunque al vaglio di Parlamento e Consiglio, fissa i paletti per procedere alla ripartizione dei fondi e prevede comunque la possibilita’ che l’elenco delle opere da finanziare possa essere modificato ”per tenere conto di possibili cambiamenti delle priorita’ politiche, del manifestarsi di nuovi fattori tecnici e anche di variazioni nei flussi dei traffici”. Ma in ogni caso i fondi assegnati saranno persi se i lavori non cominceranno entro un anno dalla data indicata negli accordi alla base della concessione del finanziamento.