Buoni pasto in busta paga? Consumatori: No, quelli elettronici hanno meno tasse

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2015 13:20 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2015 13:21
Buoni pasto in busta paga? Consumatori: No, quelli elettronici hanno meno tasse

Buoni pasto in busta paga? Consumatori: No, quelli elettronici hanno meno tasse (foto Ansa)

ROMA – I supermercati hanno chiesto di eliminare i buoni pasto, inserendoli in busta paga. Le associazioni dei consumatori rispondono che toglierli ora non è una buona idea (visto che per molti saranno totalmente esentati da tasse), ma che si può provare a migliorare quelli elettronici, in modo da venire incontro alla esigenze degli esercenti. In particolare, gli esercizi commerciali si lamentavano degli alti costi di commissione. Un problema aggirabile, spiegano i consumatori, incentivando l’uso dei ticket elettronici.

Monica Rubino su Repubblica spiega perché le associazioni dei consumatori non vogliono rinunciare ai buoni pasto proprio ora che “il governo, con la legge di Stabilità, ha innalzato la defiscalizzazione da 5.90 a 7 euro per i ticket elettronici (dopo 15 anni di blocco) a partire dal 1° luglio”.

La Rubino riporta le parole di alcuni rappresentanti dei consumatori:

“Stiamo registrando situazioni di disagio – spiega Roberto Tascini, segretario dell’Adoc – ci sono arrivate parecchie segnalazioni di cittadini che, da quando la loro azienda ha convertito i buoni da caratacei in elettronici, si sono visti ridurre drasticamente il numero di punti vendita disponibili ad accettarli. E questo perché non esiste un Pos unico che possa tracciare tutti i tipi di ticket”.

Ogni società emettitrice di card digitali, infatti, ha il proprio lettore. Quindi un bar o un supermercato, per poter accettare i buoni più diffusi, dovrebbe avere come minimo tre o quattro apparecchi diversi. “Il problema è essenzialmente tecnologico – aggiunge Antonio Longo, presidende del Movimento difesa del cittadino (Mdc) – bisogna provvedere al più presto al lettore unico”.