Burocrazia. Giovanni Scrizzi dimentica documento e perde appalto: si uccide

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 ottobre 2014 11:33 | Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2014 11:38
 Burocrazia: Giovanni Scrizzi dimentica documento e perde appalto. Si uccide

Burocrazia: Giovanni Scrizzi dimentica documento e perde appalto. Si uccide

PORDENONE – Si è ucciso per una fotocopia non consegnata. Per una burocrazia che per quella fotocopia lo ha escluso da un appalto per quella attività che gestiva già, in modo ineccepibile, da 12 anni. Giovanni Scrizzi, 59 anni, imprenditore, attore e musicista, ha deciso di farla finita.

E’ stato meticoloso fino all’ultimo: ha sistemato le pendenze con una sua collaboratrice, chiamato la sua ex moglie, poi è andato sulla riva del fiume Meduna a Cordenons (Pordenone) e si è ucciso.

A Pordenone Scrizzi per 12 anni ha gestito il Caffè Letterario. Poi è arrivata la dimenticanza. Al momento di consegnare tutta la documentazione per ottenere il rinnovo dell’appalto, ha dimenticato di inserire la fotocopia della carta d’identità.

Poco importa che fosse un solo documento, e certamente non dei più “decisivi”. Per questo Scrizzi è stato escluso dalla gara. Nessuna deroga, nessuna telefonata per chiedere di inviare il documento mancante via fax o email. La semplice esclusione. Scrizzi non se n’è fatto una ragione e si è ucciso.

E il Comune? Sensi di colpa? Assolutamente no. Al di là del dispiacere per la morte dell’imprenditore il Comune di Pordenone difende l’operato del suo apparato. A parlare è il direttore generale Primo Perosa:

“La procedura di gara è stata seguita in maniera ineccepibile e la mancanza del documento di identità è equiparabile, a termini di legge, all’assenza della firma, provocando l’irricevibilità dell’offerta. Il Comune di Pordenone è sempre stato conciliante”.

Scrizzi, evidentemente, questo comune “conciliante” non l’ha percepito come tale.