Busta paga da 1200 euro, ma ne pagavano solo 300 alla maestra: suora a processo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Gennaio 2015 16:40 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2015 16:40
Busta paga da 1200 euro, ma ne pagavano solo 300 alla maestra: suora a processo

Busta paga da 1200 euro, ma ne pagavano solo 300 alla maestra: suora a processo

PALERMO – Una busta paga da 1200 euro, ma nelle tasche delle maestre della scuola cattolica ne finivano solo 300. Il resto dello stipendio, ha denunciato una delle maestre, veniva intascato dalle suore collegine della Sacra Famiglia. Una denuncia per cui la madre superiora Angela Alaima, suor Stella, è stata rinviata a giudizio con l’accusa di estorsione.

La vicenda arriva da Palermo, dove una maestra che insegnava nella scuola della Congregazione ha raccontato la sua storia, scrive Romina Marceca su Repubblica Palermo:

“Per insegnare nelle scuole della Congregazione delle suore collegine della Sacra Famiglia di via Evangelista di Blasi, le maestre dovevano accettare compensi da fame e firmare buste paga di importi quattro volte superiori. Era questo il compromesso, oppure, diceva una delle sorelle: “Se ci sono problematiche di questo genere, potete licenziarvi”.

Secondo le accuse le maestre firmavano buste paga da 1200 euro, ma ne percepivano solo 310. Il motivo per cui le insegnanti accettavano sarebbe stato quello di maturare punteggio per la graduatoria della scuola pubblica, con un danno economico accumulato negli anni di 90mila euro per l’insegnante:

“Nei guai sono finite tre suore del Collegio di Maria al Borgo, una delle scuole elementari che dipende dalla sede di via Evangelista di Blasi: la madre superiora Angela Alaima, suor Stella, Carmela Oliva, suor Gemma, e la direttrice del collegio dell’Albergheria, Maria Alioto, suor Teresa. L’accusa per tutte e tre è di estorsione.

La direttrice del collegio, Suor Teresa, che avrebbe avuto il colloquio con la maestra che ha presentato la denuncia, è già sotto processo davanti alla quinta sezione penale”.

Per ora il rinvio a giudizio è stato deciso solo per la madre superiora, mentre per le altre due suore la prossima udienza del gip è prevista per il prossimo 3 febbraio. La maestra intanto si è costituita parte civile, mentre il giudice ha messo agli atti anche la testimonianza di un’altra docente:

“Secondo il giudice, le suore hanno messo come condizione alla maestra, e anche a un’altra collega, sentita come testimone, di accettare il compenso di appena 310 euro a fronte di una busta paga con un importo ben più alto. “Ho accettato perché non avevo altra scelta — ha dichiarato la maestra — e dovevo maturare il punteggio per poter insegnare nella scuola pubblica”. Nel 2010 arriva per l’insegnante il licenziamento senza preavviso per la riduzione delle iscrizioni di alunni”.

Giuseppe Pipitone, legale della maestra, ha dichiarato:

“La mia assistita ha deciso di sporgere denuncia dopo il licenziamento anche perché è in quel momento che ha scoperto che il resto del suo stipendio finiva nelle tasche delle sorelle”.

E dopo il licenziamento, dice ancora il legale, anche il compenso del trattamento di fine rapporto le è stato versato dimezzato.