Caccia a penna laser che acceca. La vendono gli ambulanti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Settembre 2015 11:17 | Ultimo aggiornamento: 17 Settembre 2015 11:17
Caccia a penna laser che acceca. La vendono gli ambulanti

Caccia a penna laser che acceca. La vendono gli ambulanti

ROMA – Un puntatore laser che costa pochi euro appena. Un puntatore che somiglia ad una penna stilografica, di colore nero e che emette luce verde, e che viene venduta dagli ambulanti in strada. Già 3 bambini sono stati accecati dal laser, che viene venduto come un giocattolo ma è privo di certificazioni. Un danno permanente alla retina per i bimbi, questa la diagnosi degli oculisti.

Il Corriere della Sera scrive che i bimbi hanno accusato un immediato calo della vista dopo essere stati esposti al laser:

“«L’hanno guardato e hanno avuto un immediato calo della vista con danni permanenti alla retina», spiega Antonio Ciardella, il primario di Oftalmologia dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, il reparto dove i genitori li hanno portati per una visita, in tempi diversi anche perché i tre non sono amici né conoscenti. Si tratta di una bambina di 10 anni di Bologna e di due tredicenni di Lucca e Reggio Emilia. A subire il danno maggiore il ragazzino di Lucca che ha perso nove diottrie in un occhio, il suo coetaneo di Reggio tre gradi su entrambi, la piccola di Bologna se l’è cavata con un grado sempre su entrambi gli occhi”.

Ciardella spiega di aver capito subito che si trattava di un danno causato da una sorgente luminosa, nello specifico un laser pointer a luce verde, e ora si indaga su chi produce e mette in vendita i puntatori, che non sono certificati:

“Nei tre casi finiti sul tavolo del procuratore aggiunto Valter Giovannini, coordinatore dei fascicoli di competenza del giudice di pace, le deposizioni dei genitori e dei nonni dei bambini che hanno raccontato storie analoghe.  Tutti hanno acquistato il gioco da venditori ambulanti, probabilmente pakistani, bengalesi o cinesi, a Bologna, Rimini e Firenze. I tredicenni hanno ricordato di averlo puntato più volte sugli occhi, naturalmente ignorando il danno che avrebbe potuto provocare. «Dopo averli visitati ci siamo fatti portare i laser pointer — prosegue Ciardella —. Era lo stesso prodotto: a quel punto non abbiamo avuto dubbi, almeno sul fatto di dover informare il magistrato».

Pochi dubbi anche sulla gravità delle lesioni che può provocare questo tipo di luce: «Colpisce direttamente la parte centrale della retina procurando un danno irreversibile». L’imperativo degli inquirenti è ora «toglierli dal commercio». Operazione che vede impegnato il Nas dei carabinieri, che nei giorni scorsi ha individuato alcuni venditori e sequestrato 15 «penne» diventate di colpo molto pericolose”.