Cadavere nel lago di Como: ergastolo al marito omicida

Pubblicato il 24 Novembre 2010 23:28 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2010 23:28

La Corte delle Assise Criminali di Lugano ha condannato all’ergastolo Marco Siciliano, il fisioterapista di origine italiana che nel marzo scorso, nella sua casa di Obino, in Canton Ticino, uccise la moglie Beatrice Sulmoni, il cui cadavere fu ripescato alcuni giorni più tardi nelle acque del lago di Como a Laglio. La sentenza è stata letta mercoledì sera dopo circa tre ore di camera di consiglio, al termine di un processo durato soltanto pochi giorni e durante il quale è stato ricostruito il delitto in tutta la sua crudeltà.

Pertanto all’imputato non è stata concessa alcuna attenuante. Siciliano, secondo l’accusa, ha ucciso la moglie, da cui ha avuto un figlio e che era in attesa del secondo, perchè voleva essere libero di avere una relazione con un’altra donna. Beatrice Sulmoni era stata strangolata in casa dopo essere stata addormentata. Il corpo era stato poi caricato in macchina dal marito, che aveva deciso di gettarlo nel lago di Como ad Argegno dopo un tentativo di decapitare il cadavere.

Siciliano cercò anche di avvalorare la tesi di un allontanamento volontario della donna, inviando dal telefonino di lei alcuni messaggi in tal senso. Il cadavere venne ripescato alcuni giorni più tardi a Laglio, e altri giorni trascorsero prima di arrivare all’identificazione della donna.