Cadavere ritrovato 10 mesi dopo in casa popolare a Milano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Settembre 2015 18:33 | Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2015 21:23
Cadavere ritrovato 10 mesi dopo in casa popolare di Milano

L’Aler gestisce a Milano le case popolari (foto Ansa)

MILANO, 5 SET – Il corpo di un uomo italiano di 57 anni è stato trovato in avanzato stato di decomposizione all’interno di un’abitazione dell’Aler, l’istituto delle case popolari, a Milano. Il ritrovamento è avvenuto nella serata di sabato 5 settembre in via Odazio a Milano.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Questura, contattati dal 118. L’appartamento era in condizioni di degrado con immondizia ovunque: sul posto è intervenuto il medico legale che dovrà accertare le cause della morte che sembra avvenuta per cause naturali. I coinquilini di Fulvio Marinoni, questo il nome dell’uomo, accusano l’Aler di non essersi accorta che nessuno, da Natale, pagava più l’affitto del suo appartamento.

Scrive Cesare Giuzzi sul Corriere

“«A volte si sentiva l’odore di morto, ma non sempre». Alcuni pensavano che Fulvio Marinoni, 57 anni lo scorso maggio, ex magazziniere in una ditta di spedizioni, fosse partito (…) [i vicini] Lo avevano visto l’ultima volta a novembre. Altri vicini ancora hanno detto alla polizia di averlo visto a ridosso di Natale. Dieci mesi fa”.

Due donne attiviste del comitato “No racket no abusivismo” che vigilano sulle case di via Odazio 6, impedendo che quelle sfitte vengano occupate, alla fine si sono decise ad entrare nell’appartamento, passando dalle tapparelle e dalle finestre ancora aperte

“‘Siamo entrate, era pieno di ragnatele e rifiuti. Ho detto alla mia amica vai in camera da letto, poi ho sentito un urlo: “Oddio, c’è un morto”‘. Fulvio Marinoni era a terra, vicino al letto. Il corpo esile sotto a una coperta. Sbucavano solo la testa e le braccia. Il viso mummificato, intorno sporcizia e rifiuti. Fulvio Marinoni è morto molto probabilmente per cause naturali. Nel caos dell’appartamento Aler di via Odazio 6 i poliziotti non hanno trovato niente di così anomalo da far pensare a un omicidio. La porta, la prima sulla destra dopo una manciata di gradini, era chiusa. Il medico legale, e soprattutto l’autopsia, daranno indicazioni maggiori”.

“Il resto è la quasi certezza che il caso di Fulvio Marinoni sia da considerare soltanto una tragedia della solitudine. Una storia di tristezza e dispiacere per un uomo che negli ultimi anni si sera sempre più chiuso in se stesso. Pare che fosse stato sposato e separato due volte. Dall’ultima relazione sarebbe nata anche una figlia. «Si era lasciato andare, beveva. Forse gli avevano diagnosticato una malattia». Ieri sera i poliziotti delle Volanti hanno contattato una delle due sorelle. Era in Sardegna, ha detto di avere ormai chiuso i rapporti con il fratello. Fulvio Marinoni viveva solo nel bilocale dopo la morte della madre, accudita con amore dopo che un ictus l’aveva colpita. Ma anche lei era morta ormai da molti anni (…)”.

“I vicini di casa e la portinaia avevano segnalato il caso all’Aler già durante le ferie di Natale, quando Marinoni aveva smesso di frequentare il bar (…) Il problema è che – come denunciano gli stessi abitanti – quelle segnalazioni erano cadute nel vuoto. «Possibile che nessuno si sia chiesto come mai Fulvio non pagava più l’affitto»?, ripete Franco.
I vicini qualche mese fa avevano chiuso la finestra del balcone perché dalla casa andavano e venivano i gatti. Sembra che qualcuno dall’Azienda lombarda di edilizia residenziale in realtà fosse riuscito a contattare una parente, ma solo per avvisare che sarebbero partite le procedure per la decadenza dell’assegnazione. Poi solo il silenzio”.