Gabriele cade col motorino, lo sfogo della mamma Federica Domenicali: “Nessuno l’ha soccorso”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 dicembre 2018 10:23 | Ultimo aggiornamento: 14 dicembre 2018 10:41
Federica Domenicali, sfogo mamma su Facebook per incidente del figlio

Gabriele cade col motorino, lo sfogo della mamma Federica Domenicali: “Nessuno l’ha soccorso”

LUCCA – Il figlio ha avuto in incidente in scooter e nonostante chiedesse aiuto nessuno si è fermato e ha chiamato il 118. “Dov’è finita l’umanità?”, questa la domanda che l’infermiera e mamma Federica Domenicali si pone su Facebook mentre in un lungo sfogo racconta quanto accaduto al figlio Gabriele. L’incidente è avvenuto a Pietrasanta, in provincia di Lucca, e la donna che lavora come infermiera all’ospedale della Versilia non riesce a credere che nessuno abbia avuto il coraggio di aiutare un ragazzino in difficoltà.

Nel lungo sfogo su Facebook, Federica racconta che l’incidente è avvenuto la sera di martedì 11 dicembre e che il figlio è caduto da solo, riportando una doppia frattura al piede: “Gabriele si è fatto male da solo, cadendo rovinosamente per terra ed è svenuto per il dolore. Quando ha ripreso i sensi ha provato a chiamarci, ma aveva il telefonino scarico: allora ha cominciato a gridare aiuto, a fare cenno alle auto che stavano transitando nei pressi di fermarsi. A soccorrerlo. Ma nonostante le sue grida e la sua disperazione nessuno si è degnato di fermarsi, di capire cosa fosse successo a quel ragazzino che urlava aiuto abbandonato e a terra sul ciglio della strada”.

A sconvolgere la donna è l’indifferenza generale delle persone che né si sono fermate, né hanno chiamato il 118: “Io capisco la paura, la diffidenza, il timore che un grido di aiuto nasconda altro, ma qui parliamo di un ragazzino solo e ferito che aveva bisogno di essere soccorso e rassicurato. E allora mi chiedo, ma dov’è finita l’umanità. Ma cosa stiamo diventando o forse siamo già diventati. E allora temo che ci sia solo da vergognarsi”.

Gabriele è riuscito poi ad alzarsi da solo e a raggiungere la casa di un amico nelle vicinanze, dove finalmente ha ricevuto aiuto: “Già eravamo in pensiero perché non era ancora tornato a casa: quando abbiamo sentito squillare il telefono l’unica cosa che ha contato, è stato sentire la sua voce. Da lì a poco era al pronto soccorso dove ha trascorso la notte: adesso è a casa, ne avrà per un po’, ma l’episodio lo ha profondamente turbato. Il fatto che nessuno si sia fermato lo ha ferito. E al tempo stesso è arrabbiato; come possiamo dargli torto? Che fiducia può avere un ragazzino nei confronti del prossimo dopo un episodio del genere”.

D’altronde Federica lavora in ospedale e ogni giorno affronta il dolore e la paura delle persone: “Nel mio piccolo, cerco sempre di essere di supporto, di comprendere, di stare vicino: è il mio lavoro, certo, ma è anche il modo di essere. E invece, nell’episodio che ha coinvolto nostro figlio, vedo l’indifferenza più totale. L’indifferenza che ci fa diventare ancora peggio delle bestie. E questo non possiamo accettarlo. Non possiamo”.