Reddito di cittadinanza, continuano le domande ai Caf. A Palermo affisso un cartello: ”Non esiste”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 marzo 2018 6:08 | Ultimo aggiornamento: 10 marzo 2018 8:20
(foto d'archivio Ansa)

(foto d’archivio Ansa)

ROMA – In un Caf di Palermo, a causa delle numerose richieste, è stato esposto un cartello – anche in lingua araba – per spiegare che in realtà il reddito di cittadinanza ancora non esiste.

“Alcune persone si sono presentate addirittura con un finto modulo per tale richiesta e non sappiamo chi l’abbia messo in giro – spiega Totò Barone, responsabile del Caf.

“Occorre che si sciolga subito un gigantesco equivoco attorno al reddito di cittadinanza: è evidente che non potrà essere un ‘reddito universale’, ipotesi tanto affascinante quanto utopistica e accademica, che nessun paese al mondo pratica – spiega Domenico Mamone, presidente dell’Unsic, sindacato autonomo d’impresa. “In realtà, quello che serve e che si può fare è soltanto un reddito minimo ‘condizionato’, dove chi si trovi in dimostrato stato di bisogno si impegni a seguire corsi di formazione, a lavorare in forme di servizio civile, a accettare le proposte di lavoro offerte. Questo è quanto si fa in tutta Europa. In pratica, si può estendere e rafforzare il nuovo strumento del Reddito di inclusione, che già va in questa direzione: qui c’è uno spazio importante per i patronati, gli enti di formazione, le agenzie di collocamento pubbliche e private, e qui tutti possono fare la loro parte – conclude Mamone.

I problemi di informazioni fuorvianti e di richieste a volte paradossali in realtà sono continui presso i Caf. E le promesse politiche non sono esenti nell’alimentare il fenomeno. “Un caso abbastanza frequente in questi giorni è la richiesta di un bonus da 1.900 euro per single e vedovi – spiega ancora Mamone. “Tutto deriverebbe dalla promessa di un aumento dell’Anf, cioè dell’assegno per il nucleo familiare di 142 euro al mese. Qualcuno ha fatto i calcoli e si presentano ai Caf già con la richiesta annuale”. Un altro caso che segnalano dai Caf dell’Unsic e che ha interessato tutto il 2017 è quello dell’Ape volontaria. “Annunciata a fine 2016, in realtà non è ancora possibile presentare la domanda, ma solo, da un mese, richiedere il certificato del diritto. Eppure è da oltre un anno che fiumi di persone pretendono di presentare le domande presso le nostre sedi”.