Cagliari, in fila dal medico: “Tutta colpa di un negro”. La dottoressa: “Mi vergogno”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 settembre 2018 10:55 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2018 10:56
Cagliari, in fila dal medico: "Tutta colpa di un negro". La dottoressa: "Mi vergogno"

Cagliari, in fila dal medico: “Tutta colpa di un negro”. La dottoressa: “Mi vergogno”

CAGLIARI – “Siamo in fila per colpa di un negro”. Così si sono lamentati alcuni pazienti di un ambulatorio oncologico a Cagliari. A denunciare l’increscioso episodio è stata la stessa dottoressa Maria Cristina Deidda, che sulla sua pagina Facebook riporta quanto accaduto.

L’attesa si è prolungata perché il medico si è dovuta allontanare per una consulenza specialistica “ad un paziente di origine senegalese”. A quel punto qualcuno si è spazientito ed è saltato fuori un commento razzista: “Ben quattro persone, accompagnatori di miei pazienti – ha spiegato la Dott. Deidda – si sono lamentate di dover attendere per colpa di un negro”.

La dottoressa, che è medico specialista in Oncologia e cure palliative all’ospedale San Giovanni di Dio, dell’azienda Ospedaliero universitaria di Cagliari, è indignata. “Chiedo scusa – scrive su Fb – a nome dei concittadini sconosciuti ma intolleranti nei riguardi del paziente. Mi vergogno profondamente”.

“Tutti i nostri pazienti, e sottolineo, indistintamente tutti, sono amorevolmente trattati e supportati, poiché questo comportamento nelle cure palliative è indispensabile – aggiunge – pur sentendo in tutta Italia di comportamenti intolleranti e discriminanti, mi ero illusa che nel nostro ambulatorio, proprio a causa della delicatezza delle patologie trattate, l’animo umano fosse più compassionevole verso l’altrui persona”.

“Nel mio ambulatorio ci prendiamo cura di pazienti delicatissimi – scrive ancora sul social network – con imponente dolore o per accompagnarli in ogni modo al loro termine ultimo. Tutto il personale lo fa con cortesia, amorevolmente e con dolcezza, come da formazione specialistica (avrei, altrimenti, fatto un altro lavoro) io e le mie infermiere abbiamo fatto, molti anni addietro, il Giuramento di assistere chiunque ne avesse bisogno, senza discriminante di razza, sesso, religione, ideologia politica ecc”