Partorisce ed ha un’emorragia: ginecologa muore nella clinica dove lavorava

Pubblicato il 2 agosto 2012 20:02 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2012 22:50

PartoCAGLIARI – E’ morta di parto nella clinica privata dove lavorava. Simonetta Sulis, 37 anni, era ginecologa della clinica Villa Elena di Cagliari. Una violenta emorragia dopo il parto l’ha uccisa. Inutile l’operazione d’urgenza dopo la nascita del bambino, il suo secondo figlio, che è sano e sta bene. La Sulis lascia il marito ed un bimbo di 5 anni. La donna, che abitava a Quartu Sant’Elena, era originaria di Samugheo (Oristano) e parente di Rossella Urru, la cooperante sarda da poco liberata dopo nove mesi di prigionia in Africa.

I medici e gli infermieri della Clinica hanno detto: “Era una collega, ma anche un’amica, simpatica e affettuosa”. La gravidanza era trascorsa regolarmente, ma la sera di martedì 31 luglio le doglie sono iniziate mentre la ginecologa era in auto. L’arrivo nella ”sua” Clinica e dopo 10 minuti la nascita.

Poco dopo, però, una complicazione, una emorragia post partum impossibile da contenere, nemmeno con una disperata operazione chirurgica. Mentre le forze andavano via la Sulis, accorgendosi della gravità di quanto accadeva, ai suoi colleghi ginecologi avrebbe chiesto ”Salvatemi”, ma ogni tentativo è stato vano.

I medici parlano di una ”coagulazione intravascolare disseminata”, un’emorragia mortale. Ma sarà l’autopsia, chiesta dagli stessi colleghi della clinica privata, a far luce sulle cause che hanno portato in breve tempo alla morte della ginecologa. Il medico legale dovrà accertare se la prima diagnosi sia esatta o se vi siano state altre concause che hanno portato al decesso.

A Samugheo si è passati dalla gioia al dolore, dalla festa per la liberazione di Rossella al lutto per la morte di un’altra giovane donna del paese. La prima risposta di Samugheo, ancora una volta unito di fronte alla disgrazia, è stata l’annullamento della grande festa fissata per la sera del 18 agosto. Non se ne farà nulla. L’annullamento della festa civile, che doveva fare seguito alla messa solenne e alla fiaccolata di ringraziamento di sabato scorso, è stato confermato anche dal parroco del paese, don Alessandro Floris.