Cairate, sindaco nega cittadinanza a donna indiana: “Non sa l’italiano”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Marzo 2015 15:50 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2015 15:50
Cairate, sindaco nega cittadinanza a donna indiana: "Non sa l’italiano"

Rani Puspha (foto Corriere.it)

VARESE – Si era presenta in Comune per avere la cittadinanza, ma il sindaco le risponde che era meglio iscriversi prima a una scuola di italiano. Il motivo? Doveva saper leggere la formula, come prevede la legge italiana. È accaduto a Cairate, in provincia di Varese, e protagonista della vicenda è la signora Rani Pushpa, di origine indiana, in Italia da più di dieci anni.

La donna ha ricevuto il benestare del Ministero e della Questura e si è presentata in Municipio per fissare la data del giuramento. Ma il sindaco, Paolo Mazzucchelli (Lega Nord), durante un appuntamento conoscitivo prima della cerimonia, le ha comunicato di dover prima imparare l’italiano. La donna ha quindi scritto una lettera a Varesenews.

Volevo segnalare un comportamento a mio avviso altamente discriminatorio del Sindaco di Cairate.
La sottoscritta Sig.ra RANI Pushpa otteneva dal Ministero il rilascio della cittadinanza italiana come da decreto di conferimento che Le veniva regolarmente notificato in data 8 settembre 2014 presso il Comune di Cairate.
Considerato che la Prefettura di Varese e il Ministero hanno attestato la sussistenza di tutti i requisiti idonei a conferire la cittadinanza richiesta, non si comprende il diniego da parte del Sindaco di codesto Comune a deferire il giuramento previsto dalla legge 5 febbraio 1992 art. 10.

La sottoscritta in più occasioni si è recata presso gli uffici comunali per effettuare tale giuramento prima dello scadere del termine semestrale previsto dalla normativa vigente, al fine di non vanificare il conferimento della cittadinanza, e gli esborsi a tal fine sostenuti. Tuttavia in più occasioni venivo sottoposta ad un arbitrario ed inopportuno esame della lingua italiana che certamente non compete al Sindaco nè agli addetti degli uffici comunali. Oltretutto segnalo che sto quotidianamente frequentando una scuola di italiano per stranieri al fine di migliorare l’ apprendimento della lingua italiana, ciò a dimostrazione della volontà di rispettare la normativa vigente.
Il prossimo 8 marzo scadrà il termine entro cui prestare il giuramento ed il Sindaco non pare intenda procedere in tal senso (…)

In seguito alla lettera della signora Rani Pushpa, è arrivata la risposta del sindaco di Cairate, Paolo Mazzucchelli:

Non c’è stata alcuna discriminazione da parte mia o del Comune. La persona che presta giuramento per ottenere la cittadinanza italiana deve saper parlare italiano. Lo prevede la legge, deve saper leggere la costituzione.
La signora Rani non era ancora pronta. Le ho quindi suggerito, durante un incontro cordiale a cui hanno partecipato anche la figlia e il genero, di iscriversi a un corso di italiano. So che poi lo ha fatto, ma questa è stata l’unica volta che ho incontrato la donna. Non ci sono stati altri incontri. Se la signora è pronta a recitare la frase in italiano, da parte mia non c’è alcuna opposizione.

Vorrei sottolineare che non si tratta di una posizione ideologica. La legge parla chiaro. Inoltre faccio cittadinanze tutte le settimane, quasi due a settimana, una decina dall’inizio dell’anno. Che non passi un messaggio discriminatorio: una persona non può avere solo i diritti, ma anche i doveri. Qui il problema è che non possiamo creare dei ghetti dove non si parla la nostra lingua, serve conoscere l’italiano, ma solo per integrarsi nel territorio.