Calabria, venti mamme al giudice minorile: “Toglici i figli o saranno mafiosi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 febbraio 2018 8:42 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2018 8:42
(foto Ansa)

(foto Ansa)

REGGIO CALABRIA – Venti mamme calabresi, figlie, nipoti o mogli di mafiosi, dal 2012 a oggi, si sono rivolte al presidente del Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria per ottenere il provvedimento di decadenza o limitazione della responsabilità genitoriale per la tutela psico-fisica dei loro ragazzi che nascono e crescono nelle ‘ndrine. Lo racconta l’associazione antimafia Libera.

“Dieci di loro sono diventati maggiorenni – riferisce a Repubblica il magistrato Roberto Di Bella, il presidente del Tribunale  – Di questi 5 sono rimasti fuori dalla Calabria a lavorare, gli altri sono tornati ma solo uno è incappato nella giustizia e non per un reato di mafia”.

Così ora è stato firmato a Roma, durante la quarta edizione di Contromafie, un protocollo d’intesa tra governo, procuratore nazionale antimafia, Conferenza episcopale italiana e Libera di don Ciotti, per estendere l’iniziativa a tutta Italia. E dal Dipartimento per le Pari Opportunità e la Cei sono stati stanziati 300mila euro, per il sostegno alle comunità, alle case famiglia e agli psicologi coinvolti.

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