Montagna: una tassa da 10 euro a chi usa le aree barbecue attrezzate. La proposta del sindaco di Calalzo (Belluno)

Pubblicato il 5 agosto 2010 15:20 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2010 15:30

Una tassa di pochi euro per i frequentatori occasionali delle aree picnic attrezzate, dette punti fuoco, a protezione dei “disastri” del turismo “mordi e fuggi” sulle Dolomiti. E’ quanto propone il sindaco di Calalzo (Belluno), Luca De Carlo, stanco di quello che chiama “un turismo di rapina di cui la montagna non ha più bisogno”.

Per De Carlo “l’epoca del tutto gratis deve finire: lascia traffico e rifiuti e non fa differenza in redditività, alle nostre Dolomiti non serve”. Alla vigilia di quelle che si prospettano per metà agosto giornate da incubo sulle strade bellunesi e cadorine, con previsioni di code chilometriche provocate soprattutto dai turisti giornalieri, De Carlo parte all’attacco. “Arrivano al mattino e si fermano fino a sera, approfittando dei nostri punti fuoco, trovando tutto gratis e lasciando al territorio solo i loro rifiuti al momento di andarsene. Sulle spiagge venete si spendono decine di euro per ombrelloni e lettini, si pagano parcheggi e bar. Dalla montagna invece si pretende che tutto sia gratuito”.

Ecco perchè secondo De Carlo ”non è più impensabile l’idea che i turisti domenicali corrispondano ai Comuni una tassa di scopo per l’uso dei punti fuoco pubblici. Potrebbe essere un ticket di pochi euro, dai 5 ai 10, gratuito per chi soggiorna negli alberghi e per i residenti, ma indispensabile ai municipi per arricchire ogni anno le aree da picnic di strutture nuove e moderne per famiglie con bambini”.