Calalzo di Cadore: il Comune caccia Equitalia e risparmia 20mila euro

Pubblicato il 6 Gennaio 2012 10:20 | Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio 2012 10:21

(Foto LaPresse)

CALALZO DI CADORE (BELLUNO) – Si può fare a meno di Equitalia: lo dimostra Calalzo di Cadore, paese di 2250 abitanti sulle Dolomiti bellunesi.

Il sindaco di Calalzo, Luca De Carlo, originariamente di Alleanza Nazionale, ma “indipendente”, come dice a Libero, ha deciso che il suo Comune poteva fare a meno della società pubblica per riscuotere le tasse. E con l’addio ad Equitalia il Comune ha risparmiato anche ventimila euro.

“Quando sono stato eletto, il servizio di riscossione dei tributi era esternalizzato proprio a Equitalia, sia per quanto riguarda i tributi ordinari, tipo la tassa sui rifiuti e quant’altro, sia per le riscossioni coatte. Noi abbiamo subito deciso di tornare a occuparci direttamente dei tributi ordinari, e già così abbiamo calcolato un risparmio di circa 20mila euro all’anno”.

Per la riscossione coatta, quella che spesso porta a sanzioni per il cittadino inadempiente, “dalla fine di novembre ci siamo ripresi anche quella. Abbiamo incaricato la Comunità montana Valbelluna, che già da anni lavora nel campo. E però, di fatto, il cittadino può venire qui, in Comune, a parlare della sua eventuale situazione di difficoltà”.

In realtà una legge del 2011 che prevede che i Comuni non si appoggino ad Equitalia per la riscossione dei tributi esiste. Solo che nessuno la mette in pratica. “Sono tanti i miei colleghi che, su questo punto, si mostrano refrattari. Anche la stessa Anci. Posso pure comprenderli: delegando l’incasso delle imposte a Equitalia ci si toglie una bella grana. Senza contare che, nelle grandi città, diventa molto più complicato impostare rapporti personali fra istituzioni e cittadini. Ma attenzione, non è che da noi gli imbroglioni siano più tollerati. Anzi: io conosco tutti i 2.250 residenti del Comune che amministro, le situazioni familiari, gli eventuali disagi, ogni tipo di problema. Impossibile che qualcuno possa fare il furbo. E però proprio per questo motivo non mi sembra giusto nascondermi dietro le cartelle esattoriali di Equitalia, che troppe volte rischiano di affossare definitivamente una difficoltà magari passeggera – e qui bisogna però precisare che non esiste alcuna comprensione per quei cretini che minacciano o mettono le bombe. In ogni caso, chi ha un problema deve venire da me, in municipio. E una soluzione si trova. Inoltre in questo modo per quanto riguarda i tributi ordinari, i cittadini pagano addirittura più puntualmente. Se non gli mandi l’esattore, che naturalmente applica i regolamenti senza alcuna cognizione, tutto diventa più gestibile. La gente si rende conto che i soldi delle imposte vanno poi a vantaggio di tutti. Anche loro”.